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Stand Up! Take Action - Stop alla povertà! (17-19 settembre 2010)
Fai sentire il tuo battito contro la povertà per gli Obiettivi del Millennio

Al via la quinta edizione di una delle più importanti mobilitazioni globali degli ultimi anni. “Stand Up – Alzati in piedi contro la povertà” quest’anno si farà dal 17 al 19 settembre.
Conferenza stampa di presentazione: Roma (Galleria A. Sordi),
giovedì 16 settembre 2010 ore 11,30. www.standupitalia.it
Un dépliant per saperne di più:
QUANDO-DOVE-PERCHÉ FARE STAND UP
Scarica il dépliant (pdf 2,24 Mb)

“Stand Up” significa impegnarsi in prima persona per la lotta alla povertà. Nel 2009 oltre 118 milioni di persone si sono alzate nel mondo, e l’Italia, con 800.820 partecipanti, è risultata la prima nazione in Europa.
L’eliminazione della povertà è il primo degli otto Obiettivi del Millennio, così come sono stati istituiti nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, firmata nel settembre 2000 dai Capi di Stato e di Governo di tutto il mondo con l’impegno a raggiungerli entro il 2015.
Anche Caritas Italiana e altri soggetti della società civile aderiranno allo Stand Up per chiedere all’Italia, all’Europa e a tutti i governi di arrivare con piani concreti al decisivo Summit mondiale che si svolgerà a New York dal 20 al 22 settembre.
A partire dal 17 settembre e fino al 17 ottobre 2010, Giornata mondiale di lotta alla povertà, la rete Caritas vuole far sentire più forte il suo battito. Caritas Italiana e molte Caritas diocesane promuoveranno diverse iniziative che si combineranno con quelle della Campagna “Zero poverty – Agisci ora!” promossa dalle Caritas di tutta Europa, in occasione del 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Si farà Stand Up nelle piazze, nelle scuole, nelle parrocchie, seminari, associazioni.
Le iniziative delle Caritas diocesane
Da Ancona a Lucca - Da Milano a Verona
Pubblicato il: Settembre 16th, 2010 in Progetti Internazionali.
PROGETTO “HEALTH CARE CENTERS” a CONSOLACION, Isola di CEBU (Filippine).
COME NASCE UN PROGETTO DI AIUTO ?
PROGETTO “HEALTH CARE CENTERS”
a CONSOLACION, Isola di CEBU (Filippine).
(Formazione di Volontari - creazione di n. 5 presidi sanitari - invio di fondi per alimenti e medicinali)
PREMESSA GENERALE
Sua Eccellenza Monsignor Gervasio Gestori, Vescovo, Presidente della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto, ha inviato il Direttore della suddetta Caritas, Diacono Umberto Silenzi, in visita all’Isola di Cebu (Arcipelago delle Filippine), per fare un’analisi dei bisogni del territorio di Consolacion, in risposta alla richiesta di aiuto, presentata dalle Suore Carmelitane Teresiane, con Sede Generalizia a Ripatransone, Diocesi di San Benedetto del Tronto (AP).
BREVE DESCRIZIONE DEL TERRITORIO E DELLA POPOLAZIONE
L’Isola di Cebu è prevalentemente montuosa e quasi priva di strade all’interno. La parrocchia di Consolacion, diocesi di Cebu, copre un territorio di km2 38.980 ed è abitata all’incirca da n. 87.544 persone (censimento del 2007). Il 44% della popolazione vive sulle zone montuose di difficile accesso.
Le famiglie hanno in media 3-4 figli. La mortalità sotto i 5 anni è di 44 su mille, sopra i 5 anni è di 32 su mille. Il rapporto bambini/adulti è di 3/5, i restanti 2/5 sono genitori ed anziani. Chi si ammala è obbligato a scendere a Consolacion, o a Cebu per curarsi, con difficoltà economiche notevoli per il costo dei trasporti e la scarsa, se non carente, fonte di reddito da lavoro del capofamiglia.
PRESENZA DELLE SUORE CARMELITANE TERESIANE
Sette anni fa le suore hanno aperto una missione a Consolacion, nella zona più povera del territorio. La loro scelta di vita accanto ai più poveri è stata molto apprezzata dalla popolazione. Esse hanno dato priorità ai bambini, intervenendo in campo formativo sia a livello di formazione culturale e spirituale, con scuola, asilo e catechismo, che a livello di promozione umana, per ovviare alle carenze di cibo, cure mediche e quant’altro. I poveri sono ancor più penalizzati perché, se il capofamiglia non lavora, non riesce a sfamare i figli, tanto che mangiano a turno ogni due o tre giorni.
Il territorio dell’interno è montuoso, privo di strade, percorso solo da sentieri inadatti a portare malati a Consolacion, per cui la gente è abbandonata al suo destino.
Per questo le Suore, oltre a fare formazione, hanno attivato un piccolo dispensario per rispondere alle esigenze sanitarie della popolazione montana (anziani, bambini). In un anno sono stati registrati 2500 interventi circa sia sanitari che alimentari.
Per agevolare l’accesso a questa fascia di poveri, si è vista la necessità di realizzare 5 dispensari dislocati all’interno, più facilmente raggiungibili dalla popolazione e gestiti dalle Suore coadiuvate da personale volontario formato ad hoc in loco..
CARENZE EMERSE:
- Urgenza di procurare alla popolazione cibo per un’alimentazione sufficiente e diversificata.
- Necessità di medicinali da acquistare in loco.
- Servizio di assistenza sanitaria su tutto il territorio di Consolacion (dalla diagnostica ai medicinali), in riferimento alle fasce più povere della popolazione e più lontane dal centro.
URGENZE DA ATTUARE:
- 1. Mandare viveri. La Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto si impegna a sostenere la spesa degli alimenti fin dall’inizio del 2009.
- 2. Mandare aiuti economici per acquistare in loco le medicine in quanto, mandarle dall’Italia creerebbe dei seri problemi per due motivi:
a) le dosi sono diverse per la differenza di peso degli asiatici dagli europei;
b) la diversità di lingua su dosaggi ed indicazioni (nb. la lingua ufficiale è il Tagalog, le lingue commerciali sono inglese e spagnolo, oltre a 5 lingue locali). Inoltre, per i casi più gravi, si provvederà al trasporto in ospedale ed al pagamento delle degenze
tutto quanto sopra descritto sarà coperte dall’aiuto permanente della nostra Diocesi.
- 3. Aprire dei piccoli centri sanitari “Health Care Centers” per offrire agli abitanti delle zone montuose un Pronto Soccorso e un Primo Intervento con personale preparato e medicinali. Questa parte del progetto è proposta alla C.E.I. per un intervento di aiuto e per la formazione di Volontari e di professionisti locali.
IL PROGETTO “HEALTH CARE CENTERS”
Si premette che tutto il progetto che presentiamo è nato a Consolacion, studiato e preparato in accordo con il Parroco di Consolacion, Msgr. CONSTANTI NO C. DIOTAY, H.P., e con il Direttore della Caritas Arcidiocesana di CEBU.
- Sui primi due punti sopra enunciati, la nostra Caritas Diocesana sosterrà la copertura, creando una rete di sostegno in tutto il nostro territorio Diocesano. Da una prima valutazione si prevede una spesa annua
per l’alimentazione di € 15.000
per i medicinali di € 15.000.
La terza parte del progetto prende il nome dai presidi igienico-sanitari “Health Care Centers“.
Saranno 5. Si pensa di poterli rendere attivi ed efficienti in un periodo di tre anni, dopo aver realizzato un percorso formativo per personale locale: le Suore Teresiane di origine indonesiana e alcuni laici della Parrocchia di Consolacion, sono entusiasti e più che disponibili al progetto. La loro formazione sarà realizzata dai medici che collaborano con la Caritas Diocesana. Essa si svolgerà sia in Italia, per le suore che vivono già qui a Ripatransone per la loro formazione religiosa, sia a Cebu, per suore e volontari locali. Essi, all’inizio del terzo anno di formazione, saranno i protagonisti, insieme con un medico italiano, dell’avvio dei 5 presidi sanitari.
Si faranno costruzioni molto semplici, sullo stile delle tipiche abitazioni dell’interno, con un minimo di tre stanzette: lo studio per il medico, il dispensario per i medicinali, una cameretta per il medico di turno, la veranda esterna come sala d’attesa. Si potrà realizzare un Pronto soccorso per analisi, medicazioni, piccoli interventi. Il personale farà un servizio di prevenzione e di cure immediate in loco, così da consentire alla gente, che vive lontana dal centro, di essere curata appena si sente male. Attualmente la distanza dei paesini montani dal centro, crea gravi conseguenze per le persone malate e povere; la scomodità e la mancanza di mezzi di trasporto, nonché gli alti costi dei trasferimenti di malati, i medicinali che non sono gratuiti, tutto concorre a rendere necessari e preziosi i 5 presidi progettati.
Dall’Avvento 2008 abbiamo dato inizio alla campagna di raccolta fondi “Bambini di Cebu”, accolta in ciascuna parrocchia diocesana. Ai bambini sono stati consegnati i salvadanai, che sono stati restituiti alla Parrocchia il giorno dell’Epifania. I nostri bambini per quei bambini!
Siamo anche a disposizione di iniziative di contatto con la Caritas Diocesana, volute dai catechisti che preparano i piccoli alla Messa di Prima Comunione, per raccontare ed informare sul lavoro che già si sta concretizzando con l’invio di fondi per gli alimenti ed i medicinali ai bambini di Cebu.
Per qualsivoglia informazione o intervento relativi al progetto sono a disposizione con la mail caritasbt@libero.it, il fax 0735 588987, il telefono 0735 588 286; il conto corrente postale n. 11325636, intestato a Caritas Diocesana San Benedetto del Tronto; il Conto Corrente Bancario Caritas Diocesana n. 24448 presso la Carisap di San Benedetto del Tronto.
Diacono Umberto Silenzi, Direttore.
Pubblicato il: Febbraio 5th, 2009 in Progetti Internazionali.
Congo: regge la tregua. Continua il piano di aiuti Caritas
Nella provincia del Nord Kivu e in quella Orientale, si registra in questi giorni una situazione di calma generale, ma le questioni di fondo che hanno portato agli scontri delle scorsi mesi e le conseguenze di quest’ultimi rimangono ancora irrisolte. Lo ricorda anche il dott. Bruno Miteyo, Direttore di Caritas Congo, in questa intervista andata in onda su “TG2 Storie” dello scorso 22 novembre.L’operazione globale di assistenza della Caritas riguarda tutt’ora 250.000 persone, per un impegno che alla fine raggiungerà i 3 milioni di euro. Nei giorni scorsi sono state assistite altre 3.300 famiglie (circa 17.160 persone) sfollate, provenienti dalle località Rutsiro e Tanda (Nord-Kivu), che hanno ricevuto beni di prima necessità, grazie ai finanziamenti raccolti dal network di Caritas Internationalis, e viveri ricevuti dal Programma Alimentare Mondiale. Si segnala anche la distribuzione degli aiuti raccolti dalle parrocchie e congregazioni locali. Nuovi campi di sfollati sono assistititi dalla Caritas Diocesana di Goma (3.325 persone sono state trasferite dai siti di Kibati al nuovo campo di “Mugunga 3″) e quella di Butembo-Beni (450 nuove famiglie assistite nelle località di Musienene e Lukanga).
Pubblicato il: Gennaio 7th, 2009 in Progetti Internazionali.
Terra Santa: Caritas intensifica i soccorsi alle vittime e rilancia l’appello alla pace
Caritas, dopo l’attacco terrestre israeliano nella Striscia di Gaza, partito lo scorso 3 gennaio, intensifica gli sforzi per soccorrere le vittime e rilancia l’appello al cessate il fuoco e alla pace.
Lo staff medico del Centro sanitario di Caritas Gerusalemme a Gaza – 10 persone – lavora incessantemente, anche se dopo l’offensiva terrestre si temono enormi spargimenti di sangue e l’unica speranza è che vi sia una tregua. Sono infatti sempre più esigue le riserve di viveri e di medicinali.
«Manca soprattutto il carburante e quindi l’elettricità – dice Claudette Habbash, direttrice di Caritas Gerusalemme – c’è grande confusione e gli spostamenti sono quasi impossibili. Con il prezioso aiuto del parroco di Gaza, padre Manuel Masallam, e delle suore presenti in città cerchiamo di fare il possibile, ma è difficile in queste condizioni organizzare un piano di aiuti strutturato».
Papa Bendetto XVI, durante l’Angelus di domenica 4 gennaio, ha ricordato come «le drammatiche notizie che ci giungono da Gaza mostrino quanto il rifiuto del dialogo porti a situazioni che gravano indicibilmente sulle popolazioni ancora una volta vittime dell’odio e della guerra. La guerra e l’odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente». Il Papa ha poi pregato «affinché “il Bambino nella mangiatoia… ispiri le autorità e i responsabili di entrambi i fronti, israeliano e palestinese, a un’azione immediata per porre fine all’attuale tragica situazione”».
Pubblicato il: Gennaio 7th, 2009 in Progetti Internazionali.
Appello Caritas in vista delle Conferenze di Doha (finanziamento allo sviluppo) e di Poznan (ambiente)
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sembrano sempre più lontani in un periodo di recessione globale. E il peso della crisi rischia di schiacciare i paesi più poveri. Per questo il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace chiede con forza un nuovo patto per rifondare il sistema finanziario.
Nel documento – elaborato in vista della conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo che si terrà a Doha (Qatar) dal 29 novembre al 2 dicembre – la Santa Sede sottolinea che «la dimensione etica dell’economia e della finanza non è un qualcosa di accessorio, ma di essenziale e deve essere costantemente tenuta in considerazione». Uno sviluppo, dunque, attento all’etica, da declinare in azioni per il perseguimento di obiettivi concreti.
Per questo dall’1 al 12 dicembre 2008 si svolgerà a Poznan, in Polonia, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Un segno di attenzione specifica alla tematica ambientale (obiettivo 7) e alle numerose questioni ancora aperte relative all’applicazione del Protocollo di Kyoto. Una tappa molto importante verso il futuro vertice di dicembre dell’anno prossimo a Copenaghen.
Caritas Internationalis – che ha avviato dal 2000 una campagna di sensibilizzazione sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – in occasione di questo vertice sarà presente a Poznan con una delegazione che rilancerà le analisi e le proposte della rete Caritas (sia in un incontro ad hoc organizzato a Ginevra il 3 e il 4 novembre 2008, sia durante il recente incontro del suo Comitato Esecutivo – in entrambe le circostanze anche con la partecipazione e il contributo di Caritas Italiana), chiedendo che nei colloqui e nei futuri trattati sia tenuta in sempre maggiore considerazione la crescita di una “giustizia ambientale” complessiva, attenta soprattutto ai più poveri e ai “senza voce”.
Pubblicato il: Dicembre 1st, 2008 in Progetti Internazionali.
L’impegno della Caritas
1 dicembre 2008: Giornata mondiale di lotta all’Aids
nel mondo
In occasione della Giornata Mondiale di lotta all’Aids, 1 dicembre 2008, il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis, ha inviato un messaggio alla comunità internazionale. Nel messaggio il cardinale ha invitato a fare di più di fronte ad una tale pandemia, che continua ad essere il maggiore ostacolo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
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Nel mondo sono 33 milioni le persone affette da Aids, 2,7 milioni i casi di nuovo contagio, 2 milioni i decessi (Dati 2007) |
La Chiesa cattolica e in essa le Caritas si impegnano in tutto il mondo per i diritti alla cura e per la salute soprattutto dei più deboli e dei meno tutelati, attraverso 5.246 ospedali, 17.530 dispensari, 577 centri per lebbrosi, 15.208 case di accoglienza per malati cronici e per disabili fisici e mentali.
In Africa la Chiesa cattolica fornisce un quarto di tutte le cure per i malati di Aids. La Caritas è attiva in 107 Paesi con programmi di lotta all’Aids, che prevedono la prevenzione, la cura, la formazione.
Caritas Italiana sostiene le comunità locali, soprattutto in Africa, per assicurare cure dignitose e attività di coscientizzazione per contrastare la diffusione del virus e le sue conseguenze.
La sua strategia si fonda sulla convinzione che ogni persona umana è una realtà dinamica capace di cambiamento e di crescita, e perciò è necessario:
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scommettere sulla prevenzione (informare e formare insegnanti, capi villaggio, genitori e adolescenti; promuovere la pari dignità della donna; promuovere i diritti e la dignità degli orfani);
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curare e assistere i malati, le famiglie, gli orfani;
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promuovere programmi di microeconomia, accoglienza dei malati privi di famiglia, percorsi di educazione alla salute e di educazione sessuale.
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IN ITALIA
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Al 31 dicembre 2007 le persone con Aids che si stima vivano in Italia sono 23.938, circa il 50% in più del dicembre 1997. Tra 110 e 130 mila le persone sieropositive |
Caritas Italiana coordina il “Tavolo Aids”, composto da diverse Caritas diocesane particolarmente impegnate in questo ambito.
Caritas Italiana ha redatto e inviato alle 220 Caritas diocesane il documento “Aiutatemi a vivere, oltre l’Aids” (pdf 6 pp. 70 kb), che vuole offrire una panoramica sul fenomeno e può costituire la base per un confronto tra uffici pastorali. Può inoltre essere distribuito nelle parrocchie e favorire un percorso di sensibilizzazione nelle scuole.
Dal documento
L’1 dicembre può essere un’occasione di riflessione e di animazione per tutte le Caritas diocesane perché nessuna comunità cristiana può sentirsi estranea al fenomeno. Animare le comunità su questo tema significa:
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affrontare la tematica Aids e proporre momenti di riflessione ad adolescenti, giovani e adulti…;
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sensibilizzare la comunità a farsi carico di questo tipo di sofferenza…
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ascoltare le persone affette da Hiv/Aids, permettendo loro di esprimersi…
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accogliere i bisogni, promuovendo azioni nei confronti della società civile e della comunità cristiana.
Nelle Diocesi in cui sono vive le esperienze di accoglienza per persone con Hiv/Aids:
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aprire la riflessione su come le esperienze di servizio presenti e le attività delle Caritas siano strettamente legate all’animazione…
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ridire le ragioni di una presenza che si fa “segno” e “luce” nel difficile cammino di fratelli…
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sviluppare sinergie positive tra operatori ed ospiti, tra i servizi e il territorio e con le Istituzioni;
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essere capaci di integrazione vera tra approccio sanitario e accompagnamento sociale che sia il segno dalla fraternità e dell’ecclesialità, … perché l’accoglienza sia costruire insieme un percorso di vita;
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Pubblicato il: Dicembre 1st, 2008 in Progetti Internazionali.
Crisi in Congo: aiuti per altre 150.000 persone
Dopo un primo contributo inviato all’inizio della crisi in Congo, Caritas Italiana rilancia un appello ai donatori per garantire generi non alimentari di prima necessità per circa 15.000 famiglie (90.000 persone) e sostenere Caritas Congo anche nel nuovo piano di interventi d’urgenza, aiuti e kit sanitari, a beneficio di altre 25.000 famiglie (150.000 persone) e di 32 Centri sanitari. In totale occorrono oltre 3 milioni di euro.
Il Direttore della Caritas nazionale Congolese, Bruno Miteyo
Dopo un primo contributo inviato all’inizio della crisi in Congo, Caritas Italiana rilancia un appello ai donatori per garantire generi non alimentari di prima necessità per circa 15.000 famiglie (90.000 persone) e sostenere Caritas Congo anche nel nuovo piano di interventi d’urgenza, aiuti e kit sanitari, a beneficio di altre 25.000 famiglie (150.000 persone) e di 32 Centri sanitari. In totale occorrono oltre 3 milioni di euro.
A Roma intanto sono presenti in questi giorni il Direttore della Caritas nazionale Congolese, il dottor Bruno Miteyo, il Direttore della Caritas di Kindu, Abbé Francois Abeli e Suor Adele Yuma, coordinatrice psicopedagogica del progetto di reintegrazione dei bambini-soldato. Miteyo, in particolare, ha incontrato i referenti di Caritas Italiana per concordare le modalità di prosecuzione degli aiuti. E nel ricordare che una persona su cinque è sfollata nel Nord Kivu e che crescono paura, violenze, insicurezza, Miteyo ha invitato la comunità internazionale e il Governo italiano a far pressione perché si ponga fine agli scontri.
A metà novembre, in un documento (pdf - 35 kb), i Vescovi della Conferenza episcopale congolese hanno parlato di «genocidio silenzioso» e di un «piano di balcanizzazione» del paese, per accapparrarsi le sue numerose ricchezze naturali. Sono le condizioni politiche che producono il dramma umanitario: «massacri gratuiti delle popolazioni civili, sterminio mirato dei giovani e stupri sistematici perpetrati come arma di guerra, che avvengono sotto gli occhi impassibili di coloro che hanno ricevuto il mandato di mantenere la pace e proteggere la popolazione civile». Il documento si conclude con un appello alla comunità internazionale, al governo e allo stesso popolo congolese, a mobilitarsi per impedire che il Congo «cada nella violenza e nelle divisioni».
Caritas Italiana lavora da anni in tutta la Repubblica Democratica del Congo a fianco della Caritas locale in progetti d’emergenza, riabilitazione e sviluppo; in particolare è impegnata in un programma per il recupero dei bambini-soldato. Inoltre segue e conosce molto bene la regione scenario degli scontri attuali perché sostiene da tempo la Caritas diocesana di Goma in progetti di microcredito, sviluppo rurale e sanitario.
Pubblicato il: Novembre 24th, 2008 in Progetti Internazionali.
Terremoto in Cina
00165 ROMA - Via Aurelia, 796 - Conto Corrente Postale 347013
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TERREMOTO IN CINA: CARITAS ESPRIME
SOLIDARIETÀ ALLE POPOLAZIONI COLPITE
E DISPONIBILITÀ A OFFRIRE AIUTO
Il tremendo bilancio umano del sisma di lunedì induce Caritas a mobilitarsi.
Attivati i contatti con i partner cinesi, insieme ai quali si stanno conducendo da anni
progetti di emergenza e di sviluppo
Il terremoto che lunedì ha colpito lo stato del Sichuan e altre regioni della Cina, causando un bilancio umano tremendo, con decine di migliaia tra morti e dispersi, non ha lasciato indifferente Caritas Italiana. L’organismo pastorale, per bocca del suo direttore, monsignor Vittorio Nozza, esprime «profonda partecipazione al dolore delle popolazioni coinvolte dagli effetti del sisma» e assicura che «sarà fatto tutto quanto è nelle possibilità di Caritas Italiana, in coordinamento con la rete internazionale Caritas e in accordo con le autorità cinesi, per esprimere una fraterna solidarietà e aiuti tangibili, al fine di alleviare le enormi sofferenze che il popolo cinese sta patendo».
In Cina non esiste una Caritas nazionale. Caritas Italiana ha però già attivato i propri canali di comunicazione con i partner cinesi attivi in loco, organismi con i quali da anni vengono condotti progetti di emergenza e di sviluppo, concordati con le autorità locali: insieme a essi, verranno valutate le più opportune ipotesi di intervento, da realizzare nel medio periodo. Altre indicazioni operative dovrebbero giungere nelle prossime ore dalle Caritas di Hong Kong, Taiwan e Macao, attivate in proposito da Caritas Internationalis.
Una concreta collaborazione con i partner cinesi, da parte di Caritas Italiana, era già stata sviluppata in occasione di precedenti calamità naturali, come il terremoto che nel 2004 colpì la contea di Ludian, nello stato dello Yunnan, o le alluvioni che nell’estate del 2005 interessarono lo stato del Sichuan, nuovamente flagellato ieri dal terremoto.
Caritas Italiana opera in Cina da diversi anni, non solo in occasione di emergenze, ma anche supportando piccoli progetti di sviluppo, proposti e condotti da partner locali e finalizzati ad aiutare persone particolarmente deboli, ad esempio i malati di lebbra, o alcuni gruppi etnici minoritari.
Roma, 14 maggio 2008
Per sostenere gli interventi in corso (causale “TERREMOTO CINA”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
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Pubblicato il: Maggio 17th, 2008 in Progetti Internazionali.
Emergenza Myanmar
CARITAS DIOCESANA S.O.S. MISSIONARIO
Via Madonna della Pietà, 111/Via Giovanni XXIII, 23
63039 SAN BENEDETTO DEL TRONTO AP Tel 0735 588286 fax 0735 588987 tel. e fax 0735 585037
caritasbt@libero.it info@sosmissionario.it
COMUNICATO STAMPA
La gravissima situazione di estrema emergenza, verificatasi in MYANMAR il 6 e 8 maggio scorso, invita tutti da subito ad inviare aiuti in denaro per la popolazione del Myanmar meridionale, colpita prima dal ciclone e poi dall’alluvione causata da onde anomale.
Il ciclone Nargis, formatosi nella Baia del Bengala, ha colpito in pieno la zona meridionale del Myanmar con una violenza mai vista prima. Il numero dei morti continua a crescere. La regione del delta del fiume Irrawaddy, colpita prima dal ciclone poi dall’alluvione provocata da onde anomale, registra danni irreparabili sia in natura (70% degli alberi sradicati a Yangon, grande città del Myanmar, sono andate distrutte gran parte delle risorse alimentari e quelle dell’acqua), che nelle zone abitate (spazzati via i tetti delle case, abitazioni distrutte, la situazione igienico sanitaria è sempre più drammatica per la carenza di medicinali e per l’inagibilità delle strutture sanitarie), che nelle infrastrutture (strade devastate dal disastro naturale, linee di trasporto interrotte irreparabilmente). Enormi sono le difficoltà di intervento alle zone colpite: sono saltate tutte le linee di comunicazione, le strade sono impercorribili, interrotte dall’alluvione e dalla caduta degli alberi, la maggior parte dell’area nel delta dell’Irrawaddy è raggiungibile solo con gli elicotteri. E’ difficilissimo reperire generi di prima necessità e carburanti, se non sborsando cifre molto alte.
Sia la Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto che il S.O.S. Missionario, ricevono notizie aggiornatissime dai canali di informazione di Caritas Italiana, già operante presso le chiese locali per le fasce più deboli e dai missionari là residenti. Sono state già visitate, dal Comitato per l’Emergenza, le diocesi più colpite di Yangon, Mawlamyine, Pyay e Pathein. Vengono segnalate 60.000 famiglie da aiutare. Per i primi aiuti si stima un costo di € 350.000,00, per garantire alle famiglie:
- 1. cibo e acqua per una settimana;
- 2. pulizia di 150 pozzi e purificazione delle acque;
- 3. distribuzione materiale da cucina e candele;
- 4. distribuzione materiale per rifugi temporanei;
- 5. allestimento di campi sanitari nelle 8 zone più colpite.
Chi desidera rispondere all’appello può inviare la sua offerta di aiuto a:
- CARITAS ITALIANA a mezzo c.c.p. n. 347013 (causale: EMERGENZA MYANMAR)
- SOS MISSIONARIO a mezzo c.c.p. n. 242636 (causale: EMERGENZA MYANMAR)
Pubblicato il: Novembre 12th, 2007 in Progetti Internazionali.
