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Archivio della categoria 'Aiuti e soccorsi della Caritas'

Emergenza terremoto Haiti

Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2011

    

Dopo il sisma che il 12 gennaio 2010 ha colpito Haiti, provocando oltre 220.000 vittime, più di 300.000 feriti e un milione e mezzo di senza tetto, l‘impegno della Caritas continua.

   

In particolare Caritas Italiana ha avviato finora 102 progetti, per quasi 14 milioni di euro

   

Riepilogo interventi realizzati e programmati

L’intervento globale, a due anni dal sisma,
è descritto in modo articolato nel Rapporto:

“Segni per un volto nuovo” (pdf) - Gennaio 2012   

  

I destinatari diretti degli interventi realizzati da Caritas Italiana sono stati:

  • oltre 48.000 persone (tra cui quasi 600 bambini) nell’ambito degli aiuti immediati;
  • circa 24.000 persone nell’ambito della ricostruzione;
  • oltre 36.000 persone nell’ambito socio–economico;
  • oltre 10.000 persone nell’ambito idrico–sanitario;
  • oltre 4.000 persone (di cui 1.900 bambini e giovani) nell’ambito animazione/formazione/istruzione.

Caritas Italiana opera accanto a Caritas Haiti in coordinamento con la rete internazionale che, complessivamente, ha finora aiutato oltre un milione e mezzo di persone.


Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza terremoto Haiti”.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando al n. 06 66177001,
    orario di ufficio

Filippine

Filippine   versione testuale

Ultimo aggiornamento: 23 dicembre 2011
   
Cresce il bilancio delle vittime del tifone che nei giorni scorsi ha travolto l’isola di Mindanao (comunicato stampa del 20 dicembre 2011 - pdf) e, secondo gli ultimi dati, sale a più di mille. Caritas Italiana rilancia l’appello per sostenere gli interventi in atto.

Anche in quest’ultima emergenza infatti la Caritas delle Filippine si è attivata con programmi di aiuto d’urgenza e con la distribuzione di beni di prima necessità di vario tipo grazie a un’ampia rete di volontari. Caritas Italiana ha già messo a disposizione un contributo di 100.000 euro. La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato un milione di euro dai fondi 8×1000, invitando a sostenere le iniziative di Caritas Italiana.

Caritas Italiana opera da anni in collaborazione con Caritas delle Filippine ed alcune congregazioni religiose su due ambiti principali:
- la risposta alle frequenti calamità naturali, soprattutto tifoni, che spesso si abbattono sull’arcipelago

- la promozione sociale ed economica delle fasce più vulnerabili della popolazione anche attraverso programmi di sviluppo socio economico nell’ambito del microcredito e educativo con particolare attenzione alle giovani madri e ai minori in alcune aree dell’arcipelago (Metro Manila, Pasay City).

In particolare nel corso del 2011 il Paese è stato flagellato da più di un tifone. Prima di questa nuova emergenza, già tra settembre-ottobre 2011 altri due tifoni, il Nesat e il Nagae, che avevano coinvolto più di 1 milione e mezzo di persone causando più di 100 vittime.
Caritas Italiana, oltre a dare il proprio sostegno nelle emergenze - opera nel paese anche attraverso i microprogetti di sviluppo. Nel 2011 ne ha sostenuti 2 per un importo complessivo di € 10.000.

Il Paese
Sono 7.000 le isole che compongono l’arcipelago filippino. La Repubblica delle Filippine è l’unico Paese dell’estremo oriente a maggioranza cattolica: più dell’83% dei suoi quasi 80 milioni di abitanti. Il 75% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, stipata in baraccopoli di periferia ammassate su montagne di rifiuti, o sperduta in villaggi in mezzo alla giungla.

È la conseguenza di scelte politiche, economiche e sociali adottate nel passato remoto (dominazione spagnola e colonizzazione americana) e in quello più recente (tormentato da vent’anni di violenta dittatura di Marcos e da corruzioni).

Oltre a questi problemi di natura sociale, numerose calamità naturali rendono la popolazione del meraviglioso arcipelago estremamente vulnerabile e bisognosa. Inoltre, sussistono pesanti situazioni di crisi interna: da oltre 35 anni il conflitto combattuto dal Npa, braccio armato del partito comunista delle Filippine, ha provocato 40 mila vittime, mentre il maggiore gruppo insurrezionalista filippino, il Milf, Fronte di liberazione islamico Moro, lotta da quasi 30 anni per costituire uno Stato islamico indipendente nell’isola di Mindanao.

Secondo l’indice di sviluppo umano* dell’Undp le Filippine sono un paese a “medio sviluppo umano” collocandosi al 97° posto su 169 presi in considerazione dal “Rapporto sullo sviluppo umano” del 2010.

* indicatore di sviluppo macroeconomico utilizzato dalle Nazioni Unite a partire dal 1993 per valutare la qualità della vita nei Paesi membri che tiene conto dei seguenti tre fattori:
- una vita
lunga e sana: misurata dall’aspettativa di vita alla nascita;
- l’accesso alla conoscenza: misurata dagli anni medi di istruzione e dagli anni previsti di istruzione;

- uno standard di vita dignitoso: misurato dal Reddito nazionale lordo (GNI) pro capite (in termini di parità di potere d’acquisto in dollari Usa).


Per ulteriori informazioni:
Ufficio Asia/Oceania (Area Internazionale),
asiaoceania@caritasitaliana.it

Come contribuire:
Chi vuole sostenere gli interventi di Caritas Italiana (causale: “Emergenza Filippine”)
può versare il proprio contributo tramite.

Turchia

Nella zona di Van, ad Est della Turchia, già devastata dal violentissimo terremoto del 23 ottobre scorso, la terra è tornata a tremare, causando nuovi morti e nuovi crolli. In particolare ad una settimana di distanza sono state colpite altre trenta strutture pericolanti nella città di Van, tra cui l’albergo che ospita i soccorritori delle organizzazioni governative. 

Un’ulteriore scossa, nella notte del 30 novembre, ha causato panico e la fuga dai due ospedali della città di gran parte dei pazienti che si sono riversati in strada.


Ad aggravare la  situazione sono le temperature molto basse sopraggiunte nel frattempo, in quanto le località del terremoto, soprattutto la città di Ergis, sono localizzate su un altipiano di 1.700 metri.


Caritas Italiana, che ha già messo a disposizione più di 100 mila euro, ha rinnovato la sua vicinanza a Caritas Turchia che sta intensificando gli sforzi in favore della popolazione colpita.

 

Caritas Turchia opera attualmente con un team che si dedica all’emergenza, sostenuto da Caritas Germania e Caritas Italiana attraverso momenti specifici di formazione del personale.

Caritas Italiana da anni sostiene progetti in Turchia. Questa presenza costante nel tempo consente una pronta capacità di attivazione non solo nell’emergenza, ma soprattutto nel medio-lungo periodo, puntando ad un rafforzamento delle capacità operative locali.

Caritas Italiana fa appello al sostegno di quanti desiderano contribuire agli interventi avviati e da avviare in risposta a questa emergenza.

Leggi i comunicati stampa e gli aggiornamenti (pdf):

24/10/2011 - 27/10/2011 - 10/11/2011


Caritas Italiana è intervenuta in Turchia dal 1999, a seguito del catastrofico terremoto di Adapazari che ha mietuto migliaia di vittime. La Turchia è collocata in una area altamente sismica ed è soggetta a continue scosse telluriche.

I terremoti provocano gravi danni a persone e cose soprattutto quando vengono colpite le zone povere, dove gli edifici non sono stati costruiti con sistemi antisismici. Ultimi terremoti con danni gravi si sono registrati: nel 2003 a Bingol con il crollo di una scuola che ha mietuto 84 vittime, su un totale di 177; nel 2005 a Izmir (Smirne) e a fine 2006 a Batman.

Gli interventi di Caritas Italiana in Turchia si sono sempre rivolti con particolare attenzione ai problemi sociali del Paese.

  • Nel 2003, Il Palazzo “Millenium” è stato assegnato alla Chiesa ortodossa di Antiochia. La destinazione dei 17 appartamenti è stata assegnata a favore della popolazione anziana, con un forte impatto nelle relazioni ecumeniche in tutto il Paese.
  • Il nuovo Auditorium costruito presso il centro dei bambini autistici a Smirne funziona dal 2005 come punto di incontro di studiosi mondiali del problema dell’autismo.
  • Il nuovo centro di accoglienza per anziani a Boça-Smirne, pianificato e realizzato dalla Caritas locale, è attivo dal 2006.
  • Una struttura marina per vacanze per i bambini autistici è stata riattivata nel 2006.
  • Il programma di accompagnamento strutturale della Caritas di Smirne prevede il sostegno della struttura per altri due anni almeno.
  • Nel 2006 si è avviato il programma di ristrutturazione di case danneggiate dal terremoto di Smirne del 2005, proposto da Caritas Izmir dopo aver constatato l’indifferenza delle autorità verso le famiglie povere danneggiate dal sisma.
  • È del 2007 il sostegno economico al programma di intervento e di animazione sociale a favore degli adolescenti a rischio nella città di Istanbul che durerà almeno 3 anni. Una piaga che si va allargando, quella della insofferenza e devianza giovanile, che non trova sbocchi socio-economici in un Paese intento ancora a coprire troppe contraddizioni.

Vista la difficoltà di Caritas Turchia nel fare riferimento alla ormai esigua cristianità locale, Caritas Italiana assegna annualmente alla Caritas Turchia ulteriori contributi per coprire necessità gestionali ricorrenti, quali: programma a favore degli immigrati e profughi a Istanbul, programmi di lotta alla povertà gestiti dalle Caritas regionali, programma di formazione professionale femminile ad Adapazari-Duzce, assistenza alle donne vittime di violenza e traffico umano a Istanbul, contributi ad hoc per danni dovuti ad alluvioni o a disastri ambientali.


Come contribuire
Chi vuole sostenere gli interventi di Caritas Italiana (causale: “Turchia”)
può versare il proprio
contributo tramite.

Turchia

 Nella zona di Van, ad Est della Turchia, già devastata dal violentissimo terremoto del 23 ottobre scorso, la terra è tornata a tremare, causando nuovi morti e nuovi crolli. In particolare sono state colpite oltre trenta strutture pericolanti nella città di Van, tra cui l’albergo che ospita i soccorritori delle organizzazioni governative.
Caritas Italiana, che ha già messo a disposizione 100 mila euro, ha rinnovato la sua vicinanza a Caritas Turchia che sta intensificando gli sforzi in favore della popolazione colpita.

    

Caritas Italiana da anni sostiene progetti in Turchia. Questa presenza costante nel tempo consente una pronta capacità di attivazione non solo nell’emergenza, ma soprattutto nel medio-lungo periodo, puntando ad un rafforzamento delle capacità operative locali.

Caritas Italiana fa appello al sostegno di quanti desiderano contribuire agli interventi avviati e da avviare in risposta a questa emergenza.

Leggi i comunicati stampa e gli aggiornamenti (pdf):

24/10/2011 - 27/10/2011 - 10/11/2011


Caritas Italiana è intervenuta in Turchia dal 1999, a seguito del catastrofico terremoto di Adapazari che ha mietuto migliaia di vittime. La Turchia è collocata in una area altamente sismica ed è soggetta a continue scosse telluriche.

I terremoti provocano gravi danni a persone e cose soprattutto quando vengono colpite le zone povere, dove gli edifici non sono stati costruiti con sistemi antisismici. Ultimi terremoti con danni gravi si sono registrati: nel 2003 a Bingol con il crollo di una scuola che ha mietuto 84 vittime, su un totale di 177; nel 2005 a Izmir (Smirne) e a fine 2006 a Batman.

Gli interventi di Caritas Italiana in Turchia si sono sempre rivolti con particolare attenzione ai problemi sociali del Paese.

  • Nel 2003, Il Palazzo “Millenium” è stato assegnato alla Chiesa ortodossa di Antiochia. La destinazione dei 17 appartamenti è stata assegnata a favore della popolazione anziana, con un forte impatto nelle relazioni ecumeniche in tutto il Paese.
  • Il nuovo Auditorium costruito presso il centro dei bambini autistici a Smirne funziona dal 2005 come punto di incontro di studiosi mondiali del problema dell’autismo.
  • Il nuovo centro di accoglienza per anziani a Boça-Smirne, pianificato e realizzato dalla Caritas locale, è attivo dal 2006.
  • Una struttura marina per vacanze per i bambini autistici è stata riattivata nel 2006.
  • Il programma di accompagnamento strutturale della Caritas di Smirne prevede il sostegno della struttura per altri due anni almeno.
  • Nel 2006 si è avviato il programma di ristrutturazione di case danneggiate dal terremoto di Smirne del 2005, proposto da Caritas Izmir dopo aver constatato l’indifferenza delle autorità verso le famiglie povere danneggiate dal sisma.
  • È del 2007 il sostegno economico al programma di intervento e di animazione sociale a favore degli adolescenti a rischio nella città di Istanbul che durerà almeno 3 anni. Una piaga che si va allargando, quella della insofferenza e devianza giovanile, che non trova sbocchi socio-economici in un Paese intento ancora a coprire troppe contraddizioni.

Vista la difficoltà di Caritas Turchia nel fare riferimento alla ormai esigua cristianità locale, Caritas Italiana assegna annualmente alla Caritas Turchia ulteriori contributi per coprire necessità gestionali ricorrenti, quali: programma a favore degli immigrati e profughi a Istanbul, programmi di lotta alla povertà gestiti dalle Caritas regionali, programma di formazione professionale femminile ad Adapazari-Duzce, assistenza alle donne vittime di violenza e traffico umano a Istanbul, contributi ad hoc per danni dovuti ad alluvioni o a disastri ambientali.


Come contribuire
Chi vuole sostenere gli interventi di Caritas Italiana (causale: “Turchia”)
può versare il proprio
contributo tramite.

Abruzzo: la costante presenza della Caritas

Sono passati due anni e mezzo da quel 6 aprile 2009 in cui un violento terremoto ha devastato L’Aquila e altre zone dell’Abruzzo. Caritas Italiana si è prontamente attivata per dare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite. E i frutti della solidarietà continuano a crescere.
Comunicato stampa del 3 novembre 2011
(pdf)

 

Le prossime inaugurazioni:


Da “Avvenire” di domenica 3 aprile 2011 (pdf):
I progetti Caritas - tabella riepilogativa

“I mattoni della carità, una garanzia sul futuro”

 

È stato attivato un Centro di Coordinamento nazionale per tutti gli aiuti della rete Caritas, in costante collaborazione con la Caritas diocesana aquilana.

 

Grazie alla solidarietà espressa da quasi 23.500 donatori italiani ed esteri (singoli, parrocchie, associazioni, diocesi, scuole…) e dalla Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Italiana ha raccolto 35.143.685 euro.
 

Direttamente, o attraverso le 16 Delegazioni regionali, Caritas Italiana ha cercato di rispondere ai bisogni della popolazione, attraverso:

  • interventi di prima emergenza;
  • azioni di prossimità e sostegno diretto (in particolare ad anziani, persone sole, ammalati…);
  • realizzazione di Centri di comunità (7 realizzati, 2 in corso, 10 in istruttoria); scuole per l’infanzia e primarie (3 scuole realizzate, una in istruttoria); strutture di edilizia sociale ed abitativa per anziani, donne sole con figli… (una realizzata ed una in via di realizzazione) - vedi le inaugurazioni scuole, Centri per minori, Centri di comunità
    e case di accoglienza
    ;
  • servizi sociali e caritativi: centri di ascolto e accoglienza, servizi per minori, servizi per indigenti… (7 realizzati, 3 in istruttoria) ;
  • consolidamento e ripristino funzionale di locali parrocchiali per attività sociali e comunitarie;
  • progetti di animazione e aggregazione rivolti in particolare ai bambini, preadolescenti e giovani;
  • progetti sociali a favore delle persone in situazione di grave emarginazione, immigrati, borse lavoro per giovani, sostegno al reddito, microcredito…;
  • iniziative di scambio e accompagnamento tra comunità cristiane e Chiese sorelle.

L’impegno prioritario riguarda ora prossimità, accompagnamento e interventi di costruzione di nuove strutture e ricostruzione del tessuto sociale. 

Significativa è stata anche la solidarietà della rete internazionale con più di 60 Caritas estere che stanno contribuendo alla ricostruzione.

Emergenza Corno d’Africa: l’appello e l’intervento della Caritas

Rifugiati somali nel campo di Dadaab, Kenya (jpg) - Foto Laura Sheahen/Catholic Relief Service

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«Non manchi a queste popolazioni sofferenti - ha chiesto Benedetto XVI - la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà».

Il riferimento è alla carestia nel Corno d’Africa, la peggiore degli ultimi 60 anni, che colpisce oltre 13 milioni di persone – soprattutto bambini – in Somalia, Kenya, Gibuti, Etiopia, Eritrea, e in misura significativa anche in Uganda, Tanzania e Sud Sudan.

La presidenza della CEI ha messo a disposizione 1 milione di euro e ha lanciato una colletta nazionale con una raccolta straordinaria che si è svolta domenica 18 settembre 2011 (poster realizzato da Caritas Italiana - jpg) per esprimere fattivamente solidarietà alle popolazioni colpite dalla siccità attraverso gli interventi di  Caritas Italiana in collaborazione con le Caritas locali che da mesi sono mobilitate per rispondere ai bisogni.

Per l’occasione, e per ogni altro momento di animazione, Caritas Italiana ha predisposto delle schede. Scarica il fascicolo con tutte le schede (pdf kb 508 - pagine 35)

Caritas Italiana infatti da anni è impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le Chiese locali, in ambiti diversi: la salute, la lotta all’esclusione sociale, l’istruzione. Quasi 20 anni fa lanciò una campagna di sensibilizzazione sulla situazione del Paese che purtroppo è ancora drammaticamente attuale.

In occasione di questa nuova emergenza ha lanciato subito un appello e ha finora messo a disposizione più di 700.000 euro (cf. aggiornamento 30/08/2011), restando in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità. Nel contempo ha invitato a riflettere cause strutturali di queste sofferenze.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Carestia Corno d’Africa 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma
    Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando a Caritas Italiana
    tel.             06 66177001       (orario d’ufficio)

Emergenza Corno d’Africa: l’appello e l’intervento della Caritas

Rifugiati somali nel campo di Dadaab, Kenya (jpg) - Foto Laura Sheahen/Catholic Relief Service

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«Non manchi a queste popolazioni sofferenti - ha chiesto Benedetto XVI - la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà».

Il riferimento è alla carestia nel Corno d’Africa, la peggiore degli ultimi 60 anni, che colpisce oltre 11 milioni di persone – soprattutto bambini – in Somalia, Kenya, Gibuti, Etiopia, Eritrea, e in misura significativa anche in Uganda, Tanzania e Sud Sudan.

La presidenza della CEI ha messo a disposizione 1 milione di euro e ha lanciato una colletta nazionale con una raccolta straordinaria per domenica 18 settembre 2011 per esprimere fattivamente solidarietà alle popolazioni colpite dalla siccità attraverso gli interventi di  Caritas Italiana in collaborazione con le Caritas locali che da mesi sono mobilitate per rispondere ai bisogni.

Caritas Italiana infatti da anni è impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le Chiese locali, in ambiti diversi: la salute, la lotta all’esclusione sociale, l’istruzione. Quasi 20 anni fa lanciò una campagna di sensibilizzazione sulla situazione del Paese che purtroppo è ancora drammaticamente attuale
(
vedi poster dell’epoca - jpg).

  

In occasione di questa nuova emergenza ha lanciato subito un appello e ha messo a disposizione 300.000 euro restando in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità. Nel contempo ha invitato a riflettere cause strutturali di queste sofferenze.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Carestia Corno d’Africa 2011″.Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma
    Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

06/07/2011 - Sudan: il Dossier della Campagna italiana; la Caritas intensifica gli aiuti

Lo scorso 9 gennaio si è svolto il referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan, previsto dagli accordi di pace del 2005. Si è così sancita la divisione del Sud Sudan dal governo di Khartoum, a partire dal 9 luglio 2011.

Con l’avvicinarsi di quella data si intensificano scontri e violenze tanto che i vescovi sudanesi hanno lanciato un appello alla pace e una novena.

La Campagna Italiana per il Sudan, rete di organizzazioni di cui Caritas Italiana fa parte, che dal 1994 segue il processo di pace nel Paese, e Tavola della Pace ha promosso a Roma martedì 5 luglio 2011 una conferenza stampa (comunicato stampa - pdf) presso la sala stampa della Camera per presentare l’attualità del quadro politico sudanese e ribadire la necessità di un impegno più concreto e attivo da parte del mondo politico italiano e della comunità internazionale. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato il dossier (pdf) prodotto da Campagna Sudan che fa seguito al primo dossier di approfondimento pubblicato in occasione del referendum e un Position Paper (pdf) con una serie di richieste alle istituzioni nazionali e internazionali necessarie per costruire una pace duratura.

La situazione nel Paese africano si è progressivamente aggravata, con scontri sempre più intensi nell’area di confine tra Nord e Sud Sudan e nelle ultime settimane nel Nord Sudan, specialmente nella regione del Sud Kordofan.

Imprecisato il numero di vittime e oltre 60.000 le persone in fuga a causa di razzie, incendi di villaggi, violazioni di diritti umani, esecuzioni sommarie, bombardamenti aerei.
Caritas Italiana si unisce alla preghiera per la pace dei vescovi locali e intensifica il sostegno a Caritas Sudan. In collaborazione con la rete internazionale Caritas è in atto un piano di aiuto d’urgenza in tutto il Paese, rivolto alle persone che si spostano da nord a sud e in particolare alle fasce più vulnerabili: donne, minori, anziani.

L’intervento si è concentrato prevalentemente nella distribuzione di cibo, acqua, kit sanitari, teli di plastica ed altri utensili per alloggi provvisori ad oltre 50.000 sfollati. Inoltre, è stato realizzato un ampio programma di formazione di volontari locali per la risposta all’emergenza.

Per i prossimi mesi è stato lanciato un programma annuale che prevede interventi in tutto il Sud Sudan in vari settori tra i quali: igiene, alimentazione, salute, protezione fisica, educazione di base, attività di peace building e educazione alla risoluzione nonviolenta dei conflitti.

Il programma prevede sia aiuti d’urgenza, sia interventi di ricostruzione e riabilitazione di medio periodo, in particolare nell’ambito delle strutture scolastiche e dell’accesso all’acqua (pozzi, sistemi di distribuzione ecc.).

Emergenza Corno d’Africa: l’appello e l’intervento della Caritas (Luglio 2011)

“Non manchi a queste popolazioni sofferenti - ha chiesto Benedetto XVI riferendosi all’emergenza nel Corno d’Africa - la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà”.

Continua a crescere il numero delle persone colpite da siccità e carestia per la scarsità delle precipitazioni degli ultimi 2 anni e il conseguente innalzamento del prezzo di cibo e acqua.  È la più grave siccità degli ultimi 60 anni.

Undici milioni e 300.000 persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Somalia, Etiopia, Kenya, Repubblica di Gibuti, Eritrea i paesi già fortemente colpiti, Sud Sudan, Uganda e Tanzania quelli a rischio.

Particolarmente colpiti i bambini: in Somalia uno su tre è denutrito.

A rafforzamento delle azioni già avviate la rete Caritas si sta concentrando su un programma globale di aiuto d’urgenza riguardante i 4 paesi.

Caritas Italiana da anni è impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le chiese locali, in ambiti diversi: la salute, la lotta all’esclusione sociale, l’istruzione. Quasi 20 anni fa lanciò una campagna di sensibilizzazione sulla situazione del Paese che purtroppo è ancora drammaticamente attuale (vedi poster dell’epoca “Qualcosa può cambiare”) .

In occasione di questa nuova emergenza ha lanciato subito un appello e ha messo a disposizione 300.000 euro restando in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità. Nel contempo ha invitato a riflettere cause strutturali di queste sofferenze.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato 1 milione di euro, invitando a pregare per le comunità colpite e a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana.

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Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Carestia corno d’Africa 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
UniCredit, via Taranto 49, Roma
Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma
Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474

Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando a Caritas Italiana
tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

15/07/2011 - Emergenza Corno d’Africa: l’intervento della rete Caritas

Sono circa 10 milioni le persone colpite da siccità e carestia che stanno affliggendo il Corno d’Africa per la scarsità delle precipitazioni degli ultimi 2 anni e il conseguente innalzamento del prezzo di cibo e acqua.

È la più grave siccità degli ultimi 60 anni e coinvolge 3,2 milioni di persone in Kenya, 2,6 in Somalia, 3,2 in Etiopia, 117mila a Gibuti, ed anche parte della popolazione in Eritrea. A soffrirne sono soprattutto i bambini: in Somalia uno su tre è denutrito. Si teme che l’emergenza travolga anche Tanzania e Sud Sudan.

A rafforzamento delle azioni già avviate la rete Caritas sta predisponendo un programma globale di aiuto d’urgenza  riguardante i 4 paesi che verrà lanciato nelle prossime settimane.

Caritas Italiana da anni è impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le chiese locali, in ambiti diversi: la salute, la lotta all’esclusione sociale, l’istruzione. In occasione di questa emergenza è in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità e ha offerto sostegno alle azioni avviate e al piano in via di definizione.

Nel contempo richiama l’attenzione sulla necessità di prevenire queste emergenze attraverso il sostegno all’agricoltura locale, la riduzione del riscaldamento globale, una gestione appropriata delle risorse idriche in favore delle comunità. Un impegno che riguarda i governi e le istituzioni internazionali, ma anche gli stili di vita quotidiani di ogni persona.

   CS_21_15072011.pdf