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Archivio del mese di Dicembre, 2011

“Non mi vedrete morire” (con testi su Zeffirino Jiménez Malla)

versione testuale

 

“Non mi vedrete morire” è un audiolibro (libro+cd) che racconta, attraverso alcune tra le più significative testimonianze di persone che lo hanno conosciuto, la vita di Zeffirino Jiménez Malla, di etnia rom.

 

Vissuto nel secolo scorso in Spagna, brutalmente fucilato durante la guerra civile. Primo zingaro proclamato Beato nella Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997, patrono di tutti i gitani.

 

 

Audiolibro della Collana Phonostorie, facente parte del progetto culturale ed educativo dedicato ad alcuni illustri personaggi del xx secolo. È frutto della collaborazione tra Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e il Centro europeo Risorse umane per Multimedia San Paolo Editore. 

  

L’audiolibro verrà presentato in conferenza stampa

Martedì 6 dicembre 2011 alle ore 11

a Roma, presso la Sala Marconi di Radio Vaticana (piazza Pia, 3)

Comunicato stampa (pdf)

Modera: Piero DAMOSSO, giornalista Tg1 Rai

Intervengono:
- S.E. Mons.Giuseppe MERISI, presidente di Caritas Italiana
- S.E. Mons. Bruno SCHETTINO, presidente di Fondazione Migrantes
- Mite BALDUZZI e Roberto TIETTO, Centro Europeo Risorse Umane
- Saranno inoltre presenti personalità e artisti coinvolti.


L’audiolibro è fusione di arti diverse: letteratura, recitazione e musica, dove ognuna, con il proprio posto e la propria specificità, si lega inscindibilmente alle altre con l’intento di costituire un unico discorso senza soluzione di continuità.
“Non mi vedrete morire” narra di uno zingaro che cercò di promuovere la pace, la concordia nella costante tensione di vedere nell’altro non un nemico, ma un fratello da amare. Questa la lezione della sua vita. Uno zingaro, un analfabeta. Un uomo nobile.

 

Susanna Tamaro, tra le più affermate scrittrici italiane contemporanee, ne ha scritto la prefazione. La lettura dei testi è affidata agli artisti Simonetta Solder, Fabrizio Bucci, Giorgio Marchesi, Lino Guanciale, e alle voci di Lito Amuchástegui e Tomás Guzmán.


L’Opera si conclude con la canzone “Khorakhané” di Fabrizio De André, da lui dedicata al mondo rom. Le musiche originali sono di Mite Balduzzi.