Site menu:

 

Maggio 2011
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Cerca

Categorie

Archivi

Tag

Archivio del Maggio 31st, 2011

Emergenza Nord Africa: l’impegno della Caritas

Ultimo aggiornamento: martedì 24 maggio 2011

Scarica le foto (jpg)

1

2

3

4

5

6

Continuano gli scontri in Libia con l’intervento della coalizione internazionale e della NATO e accrescono la criticità della situazione. Le tragedie del mare,  che purtroppo si ripetono, aprono la grande questione su quali strumenti internazionali utilizzare (ad es. i corridoi umanitari) per gestire migliaia di persone che da anni aspettano di arrivare in Europa perché perseguitati. Ma oltre a quanti fuggono, continuano a morire anche tanti civili che restano in Libia.

Il Santo Padre  più volte ha parlato del «drammatico conflitto armato che, in Libia, ha causato un elevato numero di vittime e di sofferenze, soprattutto fra la popolazione civile» ed ha rinnovato «un pressante appello perchè la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza».

Da segnalare inoltre la visita mercoledì 18 maggio del Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, sull’isola di Lampedusa. Lo stesso Bagnasco, aprendo i lavori della 63a Assemblea Generale della Cei, si  è unito all’appello del Papa.
Caritas Italiana si è attivata per sostenere le Diocesi coinvolte, in Italia e in Africa e ha lanciato una raccolta di fondi.
 L’AZIONE DELLA CARITAS
     


A LIVELLO NAZIONALE


In un contesto di particolare fatica nella gestione dei migranti sbarcati in larga parte sull’isola di Lampedusa a partire dall’inizio dell’anno e di fronte ad un sempre maggiore coinvolgimento delle Caritas diocesane nelle varie fasi dell’accoglienza dei migranti prima in Sicilia e poi via via nel resto del territorio italiano, Caritas Italiana ha ritenuto opportuno impegnarsi in un lavoro che l’ha vista attiva su due fronti principali.

Da un lato nel supporto alle Caritas diocesane nel loro impegno nei territori di accoglienza dei migranti (anche quelli di solo passaggio) e dall’altro nell’interlocuzione, in raccordo con le altre organizzazioni internazionali, con gli organismi istituzionali deputati alla gestione dei migranti.

In particolare Caritas Italiana ha sinora promosso le seguenti iniziative:

  • monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa, attraverso l’effettuazione di diverse missioni in loco per seguire le operazioni di accoglienza e trasferimento dei migranti. Contestualmente, si sostiene l’azione della parrocchia di Lampedusa e della Caritas diocesana di Agrigento fortemente  impegnate sia nell’attività di monitoraggio nella zona degli sbarchi, in collegamento con gli altri organismi presenti sull’isola, sia nella messa a disposizione di beni e servizi di prima necessità che si rendano necessari in relazione all’emergenza.
  • Sostegno all’attivazione di forme di ascolto, orientamento, mediazione, e fornitura di beni materiali di prima necessità  all’interno dei Cai (Centri di Accoglienza e Identificazione) e dei grandi centri di accoglienza attivati a Manduria, Civitavecchia, S.Maria Capua Vetere, Palazzo San Gervasio, Chinisia, Ventimiglia, Cagliari, svolte con il coinvolgimento diretto delle relative Caritas diocesane fino alla chiusura di detti Centri o alla loro conversione in Cie.
  • Partecipazione insieme ad altri organismi nazionali (Anci/Tavolo asilo nazionale) e internazionali (Unhcr/Oim) all’interlocuzione con Ministero dell’Interno, Protezione civile nazionale e Conferenza Unificata Stato-Regioni, al fine di sottoporre alle istituzioni deputate alla gestione dell’emergenza i principali nodi critici evidenziati dall’impegno sul territorio, sia dal punto di vista giuridico che logistico.
  • Monitoraggio e aggiornamento costante della situazione delle accoglienze messe a disposizione e progressivamente  attivate dalle Caritas diocesane, che nei mesi di marzo-aprile ha portato a rilevare un totale di 3.117 posti in 107 diocesi.
  • Svolgimento del Cni (Coordinamento nazionale Immigrazione) a Modica (dall’11 al 14 aprile) durante il quale si è fatto il punto sulla situazione del Mediterraneo, sull’andamento degli sbarchi e del piano di accoglienza dei migranti, sul contributo al meccanismo di accoglienza delle Caritas diocesane e sul ruolo di supporto di Caritas Italiana, sulle questioni più strettamente  giuridiche e normative, oltre che su quelle pastorali.

Continua, da parte di Caritas Italiana l’impegno:

  • al monitoraggio delle accoglienze che stanno impegnando le Caritas diocesane e che ha visto sino ad ora l’attivazione di circa 900 posti, a beneficio dei tunisini in possesso del permesso umanitario ex art. 20 T.U. immigrazione e altri 500 per i richiedenti protezione internazionale;
  • all’interlocuzione con il canale istituzionale per seguire la stipula di molte convenzioni ed intervenire sulle eventuali principali criticità che dovessero emergere in relazione alle stesse. Si attende a tale riguardo la convocazione di un tavolo tecnico da parte della Cabina di regia dell’emergenza (formata da Regioni e Dipartimento Protezione civile);
  • all’interlocuzione e al coordinamento con gli altri organismi nazionali impegnati nell’accoglienza dei richiedenti asilo per garantire l’uniformità degli interventi realizzati in loro favore;
  • al monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa e l’eventuale predisposizione di progettualità specifiche a breve e medio termine sull’isola (tra le quali anche la ricostruzione della Casa della fraternità  danneggiata dall’incendio di marzo);
  • al lavoro di attenzione e osservazione di quanto potrà succedere nelle strutture ex Cai, trasformate recentemente in Cie, in caso di un eccezionale afflusso durante l’estate.

NEI PAESI DEL NORD AFRICA


Le Chiese locali stanno cercando di alleviare le sofferenze delle popolazioni coinvolte. Da segnalare l’appello alla pace del Consiglio delle Chiese Cristiane di Tripoli (pdf) e la dichiarazione dei vescovi Maghreb-Mediterraneo (pdf).

Intanto la presenza Caritas nella crisi del Nord Africa continua su vari fronti.

• La preoccupazione maggiore è proprio nella Libia. A Tripoli ora è diminuito l’afflusso degli emigrati che richiedevano aiuto, proprio perché molti sono fuggiti. Continua il lavoro della Chiesa locale in favore soprattutto dei migranti grazie soprattutto alle religiose rimaste nel Paese. Purtroppo i viveri cominciano a scarseggiare, come pure la benzina. Si vive – e si aiuta – misurando le scorte. Di notte non si dorme a causa dei bombardamenti. Anche a Bengasi prosegue il lavoro delle suore (14 suore sono italiane e lavorano negli ospedali pubblici e nelle istituzioni per disabili dove erano impegnate anche prima) e degli operatori pastorali, ma restano difficili i contatti e le comunicazioni

 

• Caritas Tunisia sta cercando di potenziare la distribuzione di viveri, medicine e prodotti igienici che finora ha riguardato circa tremila persone, sia tunisini rientrati in patria, che immigrati di altre nazionalità;

• Caritas Tunisia ha installato un posto di accoglienza sul confine, in collaborazione con altre Caritas nazionali e in particolare con il sostegno di operatori di Caritas Libano che parlano arabo. L’afflusso di persone al confine tunisino è al momento diminuito ed è di circa 2000/3500 rifugiati al giorno: vi è una discreta assistenza, anche se resta difficile il trasferimento di alcune migliaia di bengalesi, trecento fra eritrei e somali e altri ancora. Lo staff  Caritas offre un servizio di informazione e aiuto per le pratiche legali per il rimpatrio, cura dei casi più vulnerabili (bambini, ammalati), offre sostegno per la risoluzione dei conflitti che nascono fra i rifugiati stessi;

 

• al confine egiziano la Caritas, in coordinamento con le autorità, è coinvolta nella distribuzione di viveri e di acqua per 2000/2500 persone al giorno;

• è giunto al confine tunisino anche un gruppo di operatori di Caritas Bangladesh per assistere le migliaia di profughi di origine bengalese in attesa di rimpatrio;

• Al confine con il Niger un team Caritas assicura un servizio di prima assistenza (problemi legali per i richiedenti asilo, viveri, accompagnamento ai villaggi di origine) a circa 4500 persone.
Nello specifico, Caritas Italiana:

• ha lanciato un appello per una raccolta di fondi;

• sostiene le attività di assistenza della Chiesa in Libia, in particolare a favore degli immigrati ed è in contatto quotidiano con Mons. Martinelli, Vescovo di Tripoli. Nonostante l’attuale difficoltà nei collegamenti è riuscita a far giungere un primo contributo per aiuti di emergenza;

• resta in costante contatto con le Caritas degli altri Paesi coinvolti in questi eventi ed ha incontrato il vescovo di Tunisi;

• partecipa al Policy and Legal Task Team, un gruppo di lavoro internazionale per supportare coloro che operano al confine libico-tunisino e libico-egiziano. Sono membri di questo task team anche la Caritas Svezia, Niger, Libano, Senegal, Sri Lanka, il delegato di Caritas Internationalis presso le Nazioni Unite.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Nord Africa 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)