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Archivio del mese di Maggio, 2011

Emergenza Nord Africa: l’impegno della Caritas

Ultimo aggiornamento: martedì 24 maggio 2011

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Continuano gli scontri in Libia con l’intervento della coalizione internazionale e della NATO e accrescono la criticità della situazione. Le tragedie del mare,  che purtroppo si ripetono, aprono la grande questione su quali strumenti internazionali utilizzare (ad es. i corridoi umanitari) per gestire migliaia di persone che da anni aspettano di arrivare in Europa perché perseguitati. Ma oltre a quanti fuggono, continuano a morire anche tanti civili che restano in Libia.

Il Santo Padre  più volte ha parlato del «drammatico conflitto armato che, in Libia, ha causato un elevato numero di vittime e di sofferenze, soprattutto fra la popolazione civile» ed ha rinnovato «un pressante appello perchè la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza».

Da segnalare inoltre la visita mercoledì 18 maggio del Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, sull’isola di Lampedusa. Lo stesso Bagnasco, aprendo i lavori della 63a Assemblea Generale della Cei, si  è unito all’appello del Papa.
Caritas Italiana si è attivata per sostenere le Diocesi coinvolte, in Italia e in Africa e ha lanciato una raccolta di fondi.
 L’AZIONE DELLA CARITAS
     


A LIVELLO NAZIONALE


In un contesto di particolare fatica nella gestione dei migranti sbarcati in larga parte sull’isola di Lampedusa a partire dall’inizio dell’anno e di fronte ad un sempre maggiore coinvolgimento delle Caritas diocesane nelle varie fasi dell’accoglienza dei migranti prima in Sicilia e poi via via nel resto del territorio italiano, Caritas Italiana ha ritenuto opportuno impegnarsi in un lavoro che l’ha vista attiva su due fronti principali.

Da un lato nel supporto alle Caritas diocesane nel loro impegno nei territori di accoglienza dei migranti (anche quelli di solo passaggio) e dall’altro nell’interlocuzione, in raccordo con le altre organizzazioni internazionali, con gli organismi istituzionali deputati alla gestione dei migranti.

In particolare Caritas Italiana ha sinora promosso le seguenti iniziative:

  • monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa, attraverso l’effettuazione di diverse missioni in loco per seguire le operazioni di accoglienza e trasferimento dei migranti. Contestualmente, si sostiene l’azione della parrocchia di Lampedusa e della Caritas diocesana di Agrigento fortemente  impegnate sia nell’attività di monitoraggio nella zona degli sbarchi, in collegamento con gli altri organismi presenti sull’isola, sia nella messa a disposizione di beni e servizi di prima necessità che si rendano necessari in relazione all’emergenza.
  • Sostegno all’attivazione di forme di ascolto, orientamento, mediazione, e fornitura di beni materiali di prima necessità  all’interno dei Cai (Centri di Accoglienza e Identificazione) e dei grandi centri di accoglienza attivati a Manduria, Civitavecchia, S.Maria Capua Vetere, Palazzo San Gervasio, Chinisia, Ventimiglia, Cagliari, svolte con il coinvolgimento diretto delle relative Caritas diocesane fino alla chiusura di detti Centri o alla loro conversione in Cie.
  • Partecipazione insieme ad altri organismi nazionali (Anci/Tavolo asilo nazionale) e internazionali (Unhcr/Oim) all’interlocuzione con Ministero dell’Interno, Protezione civile nazionale e Conferenza Unificata Stato-Regioni, al fine di sottoporre alle istituzioni deputate alla gestione dell’emergenza i principali nodi critici evidenziati dall’impegno sul territorio, sia dal punto di vista giuridico che logistico.
  • Monitoraggio e aggiornamento costante della situazione delle accoglienze messe a disposizione e progressivamente  attivate dalle Caritas diocesane, che nei mesi di marzo-aprile ha portato a rilevare un totale di 3.117 posti in 107 diocesi.
  • Svolgimento del Cni (Coordinamento nazionale Immigrazione) a Modica (dall’11 al 14 aprile) durante il quale si è fatto il punto sulla situazione del Mediterraneo, sull’andamento degli sbarchi e del piano di accoglienza dei migranti, sul contributo al meccanismo di accoglienza delle Caritas diocesane e sul ruolo di supporto di Caritas Italiana, sulle questioni più strettamente  giuridiche e normative, oltre che su quelle pastorali.

Continua, da parte di Caritas Italiana l’impegno:

  • al monitoraggio delle accoglienze che stanno impegnando le Caritas diocesane e che ha visto sino ad ora l’attivazione di circa 900 posti, a beneficio dei tunisini in possesso del permesso umanitario ex art. 20 T.U. immigrazione e altri 500 per i richiedenti protezione internazionale;
  • all’interlocuzione con il canale istituzionale per seguire la stipula di molte convenzioni ed intervenire sulle eventuali principali criticità che dovessero emergere in relazione alle stesse. Si attende a tale riguardo la convocazione di un tavolo tecnico da parte della Cabina di regia dell’emergenza (formata da Regioni e Dipartimento Protezione civile);
  • all’interlocuzione e al coordinamento con gli altri organismi nazionali impegnati nell’accoglienza dei richiedenti asilo per garantire l’uniformità degli interventi realizzati in loro favore;
  • al monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa e l’eventuale predisposizione di progettualità specifiche a breve e medio termine sull’isola (tra le quali anche la ricostruzione della Casa della fraternità  danneggiata dall’incendio di marzo);
  • al lavoro di attenzione e osservazione di quanto potrà succedere nelle strutture ex Cai, trasformate recentemente in Cie, in caso di un eccezionale afflusso durante l’estate.

NEI PAESI DEL NORD AFRICA


Le Chiese locali stanno cercando di alleviare le sofferenze delle popolazioni coinvolte. Da segnalare l’appello alla pace del Consiglio delle Chiese Cristiane di Tripoli (pdf) e la dichiarazione dei vescovi Maghreb-Mediterraneo (pdf).

Intanto la presenza Caritas nella crisi del Nord Africa continua su vari fronti.

• La preoccupazione maggiore è proprio nella Libia. A Tripoli ora è diminuito l’afflusso degli emigrati che richiedevano aiuto, proprio perché molti sono fuggiti. Continua il lavoro della Chiesa locale in favore soprattutto dei migranti grazie soprattutto alle religiose rimaste nel Paese. Purtroppo i viveri cominciano a scarseggiare, come pure la benzina. Si vive – e si aiuta – misurando le scorte. Di notte non si dorme a causa dei bombardamenti. Anche a Bengasi prosegue il lavoro delle suore (14 suore sono italiane e lavorano negli ospedali pubblici e nelle istituzioni per disabili dove erano impegnate anche prima) e degli operatori pastorali, ma restano difficili i contatti e le comunicazioni

 

• Caritas Tunisia sta cercando di potenziare la distribuzione di viveri, medicine e prodotti igienici che finora ha riguardato circa tremila persone, sia tunisini rientrati in patria, che immigrati di altre nazionalità;

• Caritas Tunisia ha installato un posto di accoglienza sul confine, in collaborazione con altre Caritas nazionali e in particolare con il sostegno di operatori di Caritas Libano che parlano arabo. L’afflusso di persone al confine tunisino è al momento diminuito ed è di circa 2000/3500 rifugiati al giorno: vi è una discreta assistenza, anche se resta difficile il trasferimento di alcune migliaia di bengalesi, trecento fra eritrei e somali e altri ancora. Lo staff  Caritas offre un servizio di informazione e aiuto per le pratiche legali per il rimpatrio, cura dei casi più vulnerabili (bambini, ammalati), offre sostegno per la risoluzione dei conflitti che nascono fra i rifugiati stessi;

 

• al confine egiziano la Caritas, in coordinamento con le autorità, è coinvolta nella distribuzione di viveri e di acqua per 2000/2500 persone al giorno;

• è giunto al confine tunisino anche un gruppo di operatori di Caritas Bangladesh per assistere le migliaia di profughi di origine bengalese in attesa di rimpatrio;

• Al confine con il Niger un team Caritas assicura un servizio di prima assistenza (problemi legali per i richiedenti asilo, viveri, accompagnamento ai villaggi di origine) a circa 4500 persone.
Nello specifico, Caritas Italiana:

• ha lanciato un appello per una raccolta di fondi;

• sostiene le attività di assistenza della Chiesa in Libia, in particolare a favore degli immigrati ed è in contatto quotidiano con Mons. Martinelli, Vescovo di Tripoli. Nonostante l’attuale difficoltà nei collegamenti è riuscita a far giungere un primo contributo per aiuti di emergenza;

• resta in costante contatto con le Caritas degli altri Paesi coinvolti in questi eventi ed ha incontrato il vescovo di Tunisi;

• partecipa al Policy and Legal Task Team, un gruppo di lavoro internazionale per supportare coloro che operano al confine libico-tunisino e libico-egiziano. Sono membri di questo task team anche la Caritas Svezia, Niger, Libano, Senegal, Sri Lanka, il delegato di Caritas Internationalis presso le Nazioni Unite.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Nord Africa 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

27/05/2011 - Assemblea generale di Caritas Internationalis: piano di lavoro per i prossimi anni

Il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) è stato confermato presidente di Caritas Internationalis.

Michel Roy, attualmente tra i responsabili del Secours Catholique (Caritas Francia), è invece il nuovo segretario generale della confederazione, essendo subentrato all’inglese Lesley-Anne Knight.

Sono questi i principali esiti della 19ª assemblea generale di Caritas Internationalis, svoltasi a Roma dal 22 al 27 maggio: 300 delegati hanno celebrato 60 anni di lavoro con i poveri nel mondo, da parte della confederazione (Caritas Internationalis era stata fondata nel 1951 da 13 associazioni cattoliche benefiche per coordinare l’impegno umanitario della Chiesa cattolica) ed eletto la nuova dirigenza per i prossimi quattro anni (oltre a presidente e segretario generale, anche il tesoriere e i rappresentanti del Comitato esecutivo).

Ricevuti in udienza da papa Benedetto XVI al termine dell’assemblea, durante i lavori i delegati hanno sviluppato il tema “Zero Poverty – One Human Family” (”Povertà zero – Una famiglia umana”), discutendo e approvando il Piano strategico quadriennale 2011-2015.

L’importante occasione di confronto e pianificazione degli assetti e dell’attività della Confederazione, che opera a favore di decine di milioni di persone e di poveri nel mondo, della quale sono membri 165 organismi ecclesiali e associazioni sparsi in quasi tutti i Paesi del mondo, tra cui Caritas Italiana, è stata caratterizzata da contributi di importanti esponenti vaticani.

L’assemblea generale era stata preceduta, sabato 21 maggio, da un eccezionale viaggio dei delegati e di autorità religiose e civili a bordo di un treno storico, ribattezzato per l’occasione “Caritas Express”, e partito dalla stazione di Roma San Pietro, dentro la Città del Vaticano.

Per favorire il viaggio del convoglio, che è poi terminato ad Orvieto, è stato aperto per la prima volta dopo decenni il grande portone scorrevole che divide i binari del Vaticano da quelli italiani. Il viaggio del “Caritas Express” è stato un modo per fare memoria, tra le altre cose, dei convogli umanitari che dal Vaticano, proprio su iniziativa di Caritas Internationalis, partirono nella seconda metà del Novecento, in occasione di calamità naturali ed emergenze in Italia e all’estero.

16/05/2011 - Crisi in Costa d’Avorio: l’intervento della Caritas

Dall’arresto dell’ex presidente Laurent Gbagbo e la conferma al potere di Alassane Ouattara avvenuta l’11 aprile scorso, la situazione del Paese, sconvolto dalla cruenta crisi politica e umanitaria iniziata il 28 novembre 2010, sta tornando - seppur con grande fatica - alla normalità.

In realtà la situazione politica non si è ancora definitivamente risolta e vi sono ancora episodi di violenza.

Durante i mesi di crisi e soprattutto in marzo e aprile, scontri e violenze sono stati registrati in tutto il Paese, provocando migliaia di vittime. A fine aprile la situazione era la seguente: circa 800.000 sfollati interni, 135.000 profughi nei Paesi limitrofi al confine occidentale, principalmente in Liberia, Ghana, Guinea, Togo e Mali.

La Chiesa ivoriana durante la crisi si è mobilitata fortemente per soccorrere le popolazioni sfollate. Oltre 45.000 cittadini si sono rifugiati in Chiese, cattedrali e parrocchie di tutto il Paese dove sono state assistite con generi di prima necessità.

La popolazione locale ha risposto in modo importante, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai numerosi appelli di solidarietà lanciati dalla Caritas locale mettendo a disposizione cibo e beni di prima necessità per i cittadini sfollati e bisognosi.

Alla luce dell’evoluzione della situazione la Caritas Costa d’Avorio, in collaborazione con le rete internazionale, ha rivisto, estendendolo, il piano di intervento di oltre 1 milione di euro per aiuti immediati lanciato alcuni mesi fa.

Il piano si è prolungato sino al 15 luglio e sono aumentati il numero di beneficiari e le aree di intervento. Il nuovo piano prevede:

  • l’assistenza a 5000 sfollati interni nella zona al confine con Liberia e Guinea e a 2000 persone delle 400 famiglie che li accolgono. Si sono aggiunti tre nuovi villaggi che vengono aiutati nel dipartimento di Zouan-Hounien: Déinneu, Gouagleu et Ligaleu;
  • assistenza a 20.000 sfollati nella zona di Abidjan e Agboville, di cui molti vulnerabili, soprattutto malati. L’intervento è rivolto anche a favorire il rientro degli sfollati nei luoghi di provenienza.

L’aiuto d’urgenza previsto dal piano comprende molteplici settori d’intervento: il sostegno nutrizionale, l’acqua, la cura igienico-sanitaria, la sanità, la protezione, l’educazione scolastica e ricreativa per i minori.

Continua inoltre l’impegno della rete Caritas in favore dei profughi in Liberia, in Guinea e in Ghana.

Caritas si sta attivando per la preparazione di un piano di accompagnamento ai profughi che rientreranno nelle proprie abitazioni. Si tratta di circa 2000 famiglie a cui saranno distribuiti i beni necessari per intraprendere delle attività agricole di sussistenza.

Caritas Italiana - che in passato ha sostenuto Caritas Costa d’Avorio in vari ambiti - ha risposto all’appello di emergenza di Caritas Costa d’Avorio mettendo a disposizione un primo contributo e segue costantemente l’evolversi della situazione.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Costa d’Avorio 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Secondo seminario nazionale per équipe Caritas diocesane

Roma, 16-18 maggio 2011

       

Le dinamiche della povertà
in Italia, in Europa e nel Mondo.
 

“Educare alla vita buona del Vangelo”

Questo seminario prosegue la riflessione avviata nel corso del primo seminario, tenutosi a Roma dal 7 al 9 febbraio 2011.

L’intento è offrire agli operatori delle équipe delle Caritas diocesane un’occasione di approfondimento, dialogo e confronto sul tema della povertà, alla luce dei cambiamenti economici e sociali intervenuti negli ultimi anni, primo fra tutti la crescente interconnessione tra i destini individuali e nazionali prodotti dalla globalizzazione economica.

Il contesto - Gli obiettivi - Le esperienze di tre Caritas diocesane

   

PROGRAMMA

 LUNEDÌ 16 MAGGIO

10.30

Accoglienza
11.00

Introduzione ai lavori

Lettura spirituale della Parola “La scelta volontaria della povertà: il senso del nomadismo” ♦ Benedetta Rossi, biblista

12.00

Volti e storie di poveri in Italia, in Europa e nel Mondo
♦ Caritas diocesana di Pescara-Penne
♦ Caritas diocesana di Biella
♦ Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli

  
16.00

Intervento LE DINAMICHE DELLA POVERTÀ “Le politiche e le corresponsabilità sociali in Italia” ♦ Cristiano Gori, docente di Politica sociale presso l’Università Cattolica di Milano
17.30

Confronto
19.00

Celebrazione eucaristica

 

 MARTEDÌ 17 MAGGIO 

8.30

Preghiera di lodi

Lettura spirituale della Parola “La scelta volontaria della povertà: il senso della misura” ♦ Benedetta Rossi, biblista
10.00

Intervento LE DINAMICHE DELLA POVERTÀ “Le nuove politiche europee per la lotta all’esclusione sociale” ♦ Paolo Roberto Graziano, Dipartimento di Analisi istituzionale e Management pubblico presso l’Università Bocconi di Milano
11.30

Confronto
16.00

Intervento LE DINAMICHE DELLA POVERTÀ “Le politiche di sviluppo e cooperazione nel mondo” ♦ Edgar Serrano, docente di Cooperazione allo Sviluppo presso l’Università di Padova
17.30

Confronto
19.00

Celebrazione eucaristica

 

 MERCOLEDÌ 18 MAGGIO 

7.30

Celebrazione eucaristica

9.00

Lettura spirituale della Parola “La scelta volontaria della povertà: il senso della leggerezza” ♦ Benedetta Rossi, biblista
10.30

Tavola rotonda “La progettazione sociale, la cooperazione e lo sviluppo”
♦ Francesco Marsico, responsabile dell’Area nazionale e vicedirettore di Caritas Italiana
♦ Livio Corazza, responsabile del Servizio Europa di Caritas Italiana
♦ Paolo Beccegato, responsabile dell’Area internazionale di Caritas Italiana
12.30

Conclusione

Emergenza Nord Africa: l’impegno della Caritas

Ultimo aggiornamento: lunedì 02 maggio 2011

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Gli scontri in Libia con l’intervento della coalizione internazionale e della NATO e l’attuale situazione di stallo accrescono la criticità della situazione. Le tragedie del mare  che purtroppo avvengono aprono la grande questione su quali strumenti internazionali utilizzare (ad es. i corridoi umanitari) per gestire migliaia di persone che da anni aspettano di arrivare in Europa perché perseguitati. Ma oltre a quanti fuggono, continuano a morire anche tanti civili che restano in Libia. Accorato è stato l’appello del Santo Padre che, nell’assicurare «commossa vicinanza», ha chiesto a quanti hanno responsabilità politiche e militari «l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi». Anche il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha rilanciato l’appello del Papa affinché tacciano le armi e ha invitato alla responsabilità e alla preghiera. Caritas Italiana si è attivata per sostenere le Diocesi coinvolte, in Italia e in Africa e ha lanciato una raccolta di fondi.
 L’AZIONE DELLA CARITAS
     

A LIVELLO NAZIONALE


Caritas Italiana è in costante contatto con il parroco di Lampedusa, l’arcivescovo e la Caritas diocesana di Agrigento, la Delegazione regionale delle Caritas della Sicilia. In particolare Caritas Italiana ha promosso le seguenti iniziative:

• monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa. È stata subito organizzata una missione in loco per seguire le operazioni di accoglienza e trasferimento dei migranti;

• sostegno ad un progetto di animazione nel centro di primo soccorso e accoglienza sito nel comune di Pozzallo, diocesi di Noto, dove erano ospiti anche alcuni minori, egiziani e tunisini, poi trasferiti in adeguati centri di accoglienza;

• partecipazione insieme all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) a un tavolo tecnico promosso dal Ministero dell’Interno per definire congiuntamente un piano di accoglienza straordinaria;

• disponibilità e avvio di una presenza per attività di ascolto, tutela, accompagnamento - anche attraverso le Caritas diocesane - all’interno dei CAI (Centri di Accoglienza e Identificazione) e nei grandi centri di accoglienza finora attivati a Manduria, Civitavecchia, S.Maria Capua Vetere, Palazzo San Gervasio, Chinisia, Ventimiglia, Cagliari. Si segnala che S.Maria Capua Vetere, Palazzo San Gervasio e Ventimiglia - in particolare, le prime due realtà - starebbero vivendo una trasformazione giuridica da CAI a CIE, che ha radicalmente modificato le modalità di accoglienza e la stessa possibilità per le Caritas diocesane coinvolte di dare un segno di presenza e di vicinanza ai migranti. Stessa cosa potrebbe accadere al CAI di Chinisia a Trapani dove è presente la Caritas diocesana;

• monitoraggio della situazione a Ventimiglia. Per quanto riguarda il CAT, al momento i numeri non sono da vera emergenza, il passaggio di persone attraverso il confine non ha delle proporzioni evidentissime (nel CAT dal 5 al 19 aprile sono passate 489 persone diverse). Sicuramente si tratta però di una situazione molto volatile, che potrebbe essere influenzata dall’elevato numero di permessi di soggiorno ex art. 20 tuttora in istruttoria (circa 10.000 domande). 4 volontari Caritas aiutano nella distribuzione del pasto serale. Inoltre il Centro di Ascolto della Caritas ha provveduto a distribuire viveri, vestiario, coperte, bevande;

 

• sostegno alla Caritas di Agrigento che:
1. ha attivato un presidio fisso a Lampedusa volto alla promozione di servizi di orientamento e attività di interpretariato per i cittadini stranieri giunti via mare.

2. distribuisce vestiario e beni di conforto, ha allestito delle docce destinate soprattutto a chi è costretto a vivere all’aperto;
3. in accordo con la Prefettura assicura servizi nella ex base Loran, dove ci sono circa 400 persone: famiglie con minori al di sotto di 14 anni, donne e richiedenti asilo;
4. svolge servizio di coordinamento di volontari provenienti dalle Diocesi che assicuravano accompagnamento e assistenza nella Casa della fraternità, dove erano ospitati minori stranieri non accompagnati tra i 14 e i 18 anni. Purtroppo alcuni degli ospiti hanno dato alle fiamme la struttura che da domenica 3 aprile è inutilizzabile;
5. prosegue l’attività di monitoraggio nella zona degli sbarchi, in collegamento con gli altri organismi presenti sull’isola;

• attraverso le Caritas diocesane, un censimento delle strutture potenzialmente disponibili per far fronte all’afflusso straordinario di migranti. Ad oggi sono stati individuati 3.117 posti in 107 diocesi. Al momento ne sono stati attivati circa 700  seguendo il canale istituzionale, ovvero in coordinamento con le Prefetture e le Direzioni Regionali della Protezione Civile. In ogni caso, si è ancora in fase di costruzione di questi accordi, di segnalazione delle criticità e di possibile interlocuzione con la Protezione civile nazionale per chiarimenti/ integrazioni/modifiche.

A fine aprile sono ripresi gli sbarchi. La partenza avviene dalle coste della Libia con pescherecci molto grandi in cui le persone sono stipate all’inverosimile e affrontano fino a 40 ore di viaggio. Un team di Caritas Italiana, coadiuvato dalla parrocchia  e dai volontari di Lampedusa, si trova sull’isola e partecipa alle operazioni di sbarco presso il molo commerciale per fornire il supporto necessario, in stretta collaborazione con le altre organizzazioni umanitarie, le forze di polizia e la Protezione civile.
NEI PAESI DEL NORD AFRICA


Le Chiese locali stanno cercando di alleviare le sofferenze delle popolazioni coinvolte. Da segnalare anche l’appello alla pace del Consiglio delle Chiese Cristiane di Tripoli (pdf).Intanto la presenza Caritas nella crisi del Nord Africa continua su vari fronti.

• La preoccupazione maggiore è proprio nella Libia. A Tripoli ora è diminuito l’afflusso degli emigrati che richiedevano aiuto, proprio perché molti sono fuggiti. Continua il lavoro della Chiesa locale in favore soprattutto dei migranti grazie soprattutto alle religiose rimaste nel Paese. Purtroppo i viveri cominciano a scarseggiare, come pure la benzina. Si vive – e si aiuta – misurando le scorte. Di notte non si dorme a causa dei bombardamenti. Anche a Bengasi prosegue il lavoro delle suore (14 suore sono italiane e lavorano negli ospedali pubblici e nelle istituzioni per disabili dove erano impegnate anche prima) e degli operatori pastorali, ma restano difficili i contatti e le comunicazioni

 

• Caritas Tunisia sta cercando di potenziare la distribuzione di viveri, medicine e prodotti igienici che finora ha riguardato circa tremila persone, sia tunisini rientrati in patria, che immigrati di altre nazionalità;

• Caritas Tunisia ha installato un posto di accoglienza sul confine, in collaborazione con altre Caritas nazionali e in particolare con il sostegno di operatori di Caritas Libano che parlano arabo. L’afflusso di persone al confine tunisino è al momento diminuito ed è di circa 2000/3500 rifugiati al giorno: vi è una discreta assistenza, anche se resta difficile il trasferimento di alcune migliaia di bengalesi, trecento fra eritrei e somali e altri ancora. Lo staff  Caritas offre un servizio di informazione e aiuto per le pratiche legali per il rimpatrio, cura dei casi più vulnerabili (bambini, ammalati), offre sostegno per la risoluzione dei conflitti che nascono fra i rifugiati stessi;

 

• al confine egiziano la Caritas, in coordinamento con le autorità, è coinvolta nella distribuzione di viveri e di acqua per 2000/2500 persone al giorno;

• è giunto al confine tunisino anche un gruppo di operatori di Caritas Bangladesh per assistere le migliaia di profughi di origine bengalese in attesa di rimpatrio;

• Al confine con il Niger un team Caritas assicura un servizio di prima assistenza (problemi legali per i richiedenti asilo, viveri, accompagnamento ai villaggi di origine) a circa 4500 persone.
Nello specifico, Caritas Italiana:

• ha lanciato un appello per una raccolta di fondi;

• sostiene le attività di assistenza della Chiesa in Libia, in particolare a favore degli immigrati ed è in contatto quotidiano con Mons. Martinelli, Vescovo di Tripoli. Nonostante l’attuale difficoltà nei collegamenti è riuscita a far giungere un primo contributo per aiuti di emergenza;

• resta in costante contatto con le Caritas degli altri Paesi coinvolti in questi eventi ed ha incontrato il vescovo di Tunisi;

• partecipa al Policy and Legal Task Team, un gruppo di lavoro internazionale per supportare coloro che operano al confine libico-tunisino e libico-egiziano. Sono membri di questo task team anche la Caritas Svezia, Niger, Libano, Senegal, Sri Lanka, il delegato di Caritas Internationalis presso le Nazioni Unite.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Nord Africa 2011″.Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Terremoto in Giappone: gli aiuti della Caritas

Ultimo aggiornamento: venerdì 06 maggio 2011

Come contribuire

Dopo il sisma e lo tsunami dell’11 marzo 2011 e con la crisi nucleare ancora in corso, altri forti scosse di assestamento hanno colpito il Giappone nord-orientale causando ulteriori morti e feriti. Si è rinnovato così il dolore di una popolazione duramente provata.

Un dolore che «siamo chiamati ad alleviare con i mezzi in nostro possesso. Quanto ancora ci è possibile fare, tramite la Caritas e in collegamento con la Conferenza episcopale locale, lo faremo». Così il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, aprendo lunedì 28 marzo i lavori del Consiglio Permanente, ha ricordato la devastante catastrofe che ha colpito il popolo giapponese, sottolineando anche che «ogni italiano avverte il Giappone vicinissimo oggi al proprio cuore».
Continua in Giappone il lento lavoro di ripresa dopo il terremoto e lo tsunami che hanno colpito le regioni nord-orientali del paese. Ma oltre alle conseguenze dirette del terremoto, il più forte ad aver colpito il Giappone, le preoccupazioni maggiori sono concentrate sulle conseguenze del grave incidente nucleare verificatosi nella centrale di Fukushima, a seguito del quale è stata imposta una zona di evacuazione di 20 chilometri attorno al sito colpito. Il personale di .

Caritas Italiana ha recentemente inviato un primo segno di partecipazione alle attività di ricostruzione ed assistenza portate avanti da Caritas Giappone, con una  cifra di 150.000 Euro.

Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo di centocinquantamila euro. In collegamento anche con la rete internazionale segue l’evolversi della situazione e resta accanto a Caritas Giappone con l’impegno a sostenerne gli interventi anche nelle successive fasi della ricostruzione e della piena ripresa delle attività.
Rimane alta l’apprensione per le condizioni della popolazione. Ancora moltissimi sfollati si trovano nei centri di accoglienza in cui Caritas Giappone, realtà piccola ma estremamente vitale, sta fornendo il suo prezioso contributo.  Attraverso le 4 diocesi, le numerose parrocchie, i tanti volontari e gli operatori sta assistendo in particolare le persone anziane, i disabili e le famiglie con bambini piccoli. Poi si concentrerà nelle fasi di riabilitazione e sviluppo.

Nella diocesi di Sendai, che ha subito i danni maggiori, è stato aperto un centro di aiuti per i sopravvissuti. Voluto dai vescovi di Sendai, Niigata, Saitama e da Caritas Giappone, è un punto di collegamento per tutta l’azione della Chiesa giapponese. Le chiese sono diventate dei centri di accoglienza e di assistenza anche psicologica. Diocesi e congregazioni hanno indicato Caritas Giappone come riferimento unitario per la raccolta delle offerte in denaro.

Caritas Giappone ha fornito aiuto alimentare e di altro tipo ad oltre 10.000 persone. Nelle zone colpite dallo tsunami e dall’incidente nucleare sono stati inoltre forniti kit igienici, vestiario, e kit scolastici. Oltre 600 volontari hanno offerto il loro aiuto a Caritas Giappone, e sono stati organizzati a partire da quattro centri operativi collocati nei centri di Sendai, Shiogama, Ishinomaki e Kamaishi (situati nelle prefetture di Miyagi e Iwate). In un centro di raccolta situato nella palestra di una scuola secondaria, i volontari Caritas stanno portando avanti un progetto ‘acqua calda’, con cui permettere agli sfollati il ristoro di caffé e tè caldi, e di minestre istantanee, ma anche la possibilità di usufruire di acqua per l’igiene personale.

Alcune parrocchie delle diocesi di Niigata e Saitama gestiscono direttamente dei centri di accoglienza per gli sfollati, e provvedono giornalmente ad un gran numero di pasti caldi.

Si sta cercando ora di rafforzare gli interventi di assistenza psicologica e sociale presso i centri di accoglienza, ma anche nei siti dove si è cominciato a ricostruire delle abitazioni provvisorie. L’obiettivo è quello di aiutare la ricostruzione del tessuto sociale nelle comunità più piccole, in particolare quelle delle aree costiere

S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, eletto presidente di Caritas Asia appena due giorni prima del terremoto è originario proprio della zona devastata dallo tsunami ed ha ringraziato tutte le Caritas che hanno offerto solidarietà.

Terra Futura 2011

Firenze - Fortezza da Basso, 20-22 maggio 2011

  

Dal 20 al 22 maggio 2011 si svolgerà a Firenze, presso la Fortezza da Basso, l’ottava edizione di Terra Futura (www.terrafutura.it), la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di vita, di governo e di impresa verso un futuro equo e sostenibile. Tre giorni di appuntamenti culturali, aree espositive, laboratori, animazione e spettacoli, quest’anno sul tema “La cura dei beni comuni”.

L’evento è promosso e organizzato da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale. Anche quest’anno Caritas Italiana è tra i partner dell’iniziativa, insieme con Acli, Arci, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente.

PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE PROMOSSE DA CARITAS ITALIANA

    

 VENERDÌ 20 MAGGIO

Tema generale: “‘Micro’ azioni per ‘macro’ valori”

  

10.30-13.00

Seminario “Non si presta solo ai ricchi”
Tavolo di confronto con Abi, Federcasse, Banca Etica, Banca Prossima, Ritmi, Etimos, MicroBo
Nel corso del seminario: analisi e prospettive del decreto legislativo 141/2010 (ex art. 111 del T.U. bancario)

13.30

Aperitivo equo e solidale

14.30-17.30

Seminario
- Introduzione/glossario sul concetto di micro
- I microprogetti di sviluppo
- Esperienze Caritas diocesane e Delegazioni regionali

 SABATO 21 MAGGIO

  

10.30-13.00

Seminario promosso con Fondazione Culturale Responsabilità Etica e Centro culturale Ferrari
“Famiglia, casa e credito”
Tavolo di confronto con Cittadinanzattiva, Fiba Cisl, Banca Etica, Centro culturale Ferrari, Acli…

13.30

Aperitivo equo e solidale

14.30-17.30

Seminario “Giovani, Europa e volontariato contro la povertà”
Esiti generativi della Campagna Zero Poverty, in particolare tra i giovani.
Esperienze di Caritas diocesane e regionali, scuole e gruppi giovanili

 DOMENICA 22 MAGGIO
 

10.45

Santa Messa con il “Tempio della Pace” (associazione per il dialogo interreligioso ed ecumenico)

17.00

Incontro “Scenari di pace e sostenibilità”

Seminario “‘Micro’ azioni per ‘Macro’ valori”

Roma, 29 aprile 2011

“Microfinanza, microcredito, microprogetti come strumenti di promozione umana e di educazione alla condivisione”

La “Micro” è uno strumento valorizzante la dignità umana, la persona come individuo, le relazioni umane, la partecipazione comunitaria, il dono, la promozione della persona e dei suoi “talenti”, ecc. finalizzata ad una economia solidale, un lavoro a misura d’uomo, e in generale i diritti umani.

Per Caritas Italiana e per molte Caritas diocesane questa riflessione generale si è già concretizzata in esperienze significative sia nei “microprogetti” (pdf) che da sempre hanno caratterizzato molti interventi nei Paesi più poveri, sia nel “microcredito”, che più recentemente ha trovato applicazioni in Italia e all’estero, sia in riferimento al percorso della Cei che ha condotto al “Prestito della Speranza”, sia in altre forme di risposta alla recente crisi economico-finanziaria.

Il seminario si svolgerà a Roma, presso la sede di Caritas Italiana (via Aurelia, 796), venerdì 29 aprile 2011 dalle ore 10.30 alle 16.30. Destinatari: Caritas diocesane con esperienza in questo campo.

 PROGRAMMA
 

10.00

Accoglienza
10.30

Preghiera iniziale e presentazione del seminario
Vittorio NOZZA, direttore di Caritas Italiana
11.00

Relazione “Microfinanza, microcredito, microprogetti come strumenti di promozione umana e di educazione alla condivisione” (pdf)
Alberto NICCOLI, docente di Politica economica e finanziaria presso l’Università Politecnica delle Marche
12.00

Dibattito
12.30

Presentazione della mappatura “Sintesi dei dati e prima analisi quanti-qualitativa” (pdf)
Walter NANNI, Ufficio Studi di Caritas Italiana
14.30

Presentazione di alcune esperienze significative di Caritas diocesane
- microcredito in Italia - microcredito all’estero - microprogetti -
15.30

Dibattito

16.00

Presentazione schematica “Il nuovo decreto legislativo 141/2010 (ex art. 111 del Tub)” (pdf)
Don Andrea LA REGINA, Ufficio Macroprogetti di Caritas Italiana
16.15

Conclusioni e prospettive di lavoro (pdf)
Vittorio NOZZA, direttore di Caritas Italiana

 

 

I documenti sono in formato pdf

:: Relazione “Microfinanza, microcredito, microprogetti come strumenti di promozione umana
e di educazione alla condivisione”
 Alberto NICCOLI, docente di Politica economica
e finanziaria presso l’Università Politecnica delle Marche

:: Presentazione della mappatura “Sintesi dei dati e prima analisi quanti-qualitativa” Walter NANNI, Ufficio Studi di Caritas Italiana

:: Presentazione schematica
“Il nuovo decreto legislativo 141/2010 (ex art. 111 del Tub)”
 Don Andrea LA REGINA, Ufficio Macroprogetti di Caritas Italiana

:: Conclusioni e prospettive
di lavoro
 Vittorio NOZZA, direttore
di Caritas Italiana

:: Microprogetti: ponti solidali
tra comunità del mondo

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