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Archivio del mese di Aprile, 2011

18/04/2011 - Seminario “Eucaristia… Prendersi cura delle fragilità per costruire la città”

Il 17 e 18 maggio 2011 si svolgerà a Fermo un Seminario di studio sul tema “Eucaristia, presenza di misericordia. Prendersi cura delle fragilità per costruire la città”, in preparazione al XXV Congresso Eucaristico Nazionale.

L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità in collaborazione con la Fondazione Migrantes, la Fondazione Missio e Caritas Italiana, è rivolta a tutti gli operatori pastorali - responsabili diocesani, associazioni e professionisti - impegnati nei settori socio-assistenziale e socio-sanitario e nel rapporto con il mondo delle missioni e delle migrazioni.

«Nutrendo la vita spirituale personale – si legge dalla presentazione del Seminario –, l’Eucaristia per-forma la comunità ecclesiale e la mette in condizione di servire e trasformare la città secondo la “vita buona del Vangelo”. Guardare all’Eucaristia come fonte della cura, della gratuità, della cooperazione, della fraternità, ci spinge sempre di più a rimodellare in chiave eucaristica l’agire della Chiesa e a pensare in modo nuovo la città nel suo rapporto con le fragilità».

Per informazioni:
Cei – Servizio Convegni
Circonvallazione Aurelia, 50 – 00165 Roma

tel. 06 66398207 – 06 66398214 – 06 66398381
fax 06.66398512
e-mail: convegni@chiesacattolica.it

Sito dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità

18/04/2011 - Seminario “Eucaristia… Prendersi cura delle fragilità per costruire la città”

Il 17 e 18 maggio 2011 si svolgerà a Fermo un Seminario di studio sul tema “Eucaristia, presenza di misericordia. Prendersi cura delle fragilità per costruire la città”, in preparazione al XXV Congresso Eucaristico Nazionale.

L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità in collaborazione con la Fondazione Migrantes, la Fondazione Missio e Caritas Italiana, è rivolta a tutti gli operatori pastorali - responsabili diocesani, associazioni e professionisti - impegnati nei settori socio-assistenziale e socio-sanitario e nel rapporto con il mondo delle missioni e delle migrazioni.

«Nutrendo la vita spirituale personale – si legge dalla presentazione del Seminario –, l’Eucaristia per-forma la comunità ecclesiale e la mette in condizione di servire e trasformare la città secondo la “vita buona del Vangelo”. Guardare all’Eucaristia come fonte della cura, della gratuità, della cooperazione, della fraternità, ci spinge sempre di più a rimodellare in chiave eucaristica l’agire della Chiesa e a pensare in modo nuovo la città nel suo rapporto con le fragilità».

Per informazioni:
Cei – Servizio Convegni
Circonvallazione Aurelia, 50 – 00165 Roma

tel. 06 66398207 – 06 66398214 – 06 66398381
fax 06.66398512
e-mail: convegni@chiesacattolica.it

Sito dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità

Conferenza stampa dell’Osservatorio Regionale sul Costo del Credito (ORCC)

Promosso da Caritas Italiana e Fondazione Culturale Responsabilità Etica
e realizzato in collaborazione con il Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari.


MUTUI E SPESE PER LA CASA:
METÀ DELLE FAMIGLIE ITALIANE È A RISCHIO

Lunedì 11 aprile 2011, ore 11.30

Roma, sede Caritas Italiana (via Aurelia, 796)

Hanno partecipato: Francesco Marsico, vicedirettore di Caritas Italiana / Mariateresa Ruggiero, direttore della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus - Banca Etica / Gianpietro Cavazza, presidente Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari / don Andrea La Regina, responsabile dell’Ufficio Macroprogetti di Caritas Italiana

Materiali (pdf): Comunicato stampa - Sintesi  - Da presentazione ppt


Alcune delle proiezioni e analisi dell’ORCC:

Le famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo per l’acquisto di un appartamento sono a rischio povertà. Circa una famiglia su quattro, infatti, non è più in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile concordata con la banca.

Se si considerano poi le spese per la gestione (tariffe e bollette) quasi il 50% dei nuclei familiari è costretto a versare il 30% del proprio reddito per la casa. All’interno di uno scenario per niente tranquillizzante: il grado di indebitamento nel 2011 ha raggiunto gli stessi livelli registrati nel 2007, quando non era ancora scoppiata la crisi economico-finanziaria.

Abruzzo: la costante presenza della Caritas

Sono passati due anni da quel 6 aprile 2009 in cui un violento terremoto ha devastato L’Aquila e altre zone dell’Abruzzo. Caritas Italiana si è prontamente attivata per dare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma. Comunicato stampa di martedì 5 aprile 2011 (pdf)

 

Da “Avvenire” di domenica 3 aprile 2011 (pdf):
I progetti Caritas - tabella riepilogativa

“I mattoni della carità, una garanzia sul futuro”

 

È stato attivato un Centro di Coordinamento nazionale per tutti gli aiuti della rete Caritas, in costante collaborazione con la Caritas diocesana aquilana.

 

Grazie alla solidarietà espressa da quasi 23.500 donatori italiani ed esteri (singoli, parrocchie, associazioni, diocesi, scuole…) e dalla Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Italiana ha raccolto 35.143.685 euro.
 

Direttamente, o attraverso le 16 Delegazioni regionali, Caritas Italiana ha cercato di rispondere ai bisogni della popolazione, attraverso:

  • interventi di prima emergenza;
  • azioni di prossimità e sostegno diretto (in particolare ad anziani, persone sole, ammalati…);
  • realizzazione di Centri di comunità (7 realizzati, 2 in corso, 10 in istruttoria); scuole per l’infanzia e primarie (3 scuole realizzate, una in istruttoria); strutture di edilizia sociale ed abitativa per anziani, donne sole con figli… (una realizzata ed una in via di realizzazione) - vedi le inaugurazioni scuole, Centri per minori, Centri di comunità
    e case di accoglienza
    ;
  • servizi sociali e caritativi: centri di ascolto e accoglienza, servizi per minori, servizi per indigenti… (7 realizzati, 3 in istruttoria) ;
  • consolidamento e ripristino funzionale di locali parrocchiali per attività sociali e comunitarie;
  • progetti di animazione e aggregazione rivolti in particolare ai bambini, preadolescenti e giovani;
  • progetti sociali a favore delle persone in situazione di grave emarginazione, immigrati, borse lavoro per giovani, sostegno al reddito, microcredito…;
  • iniziative di scambio e accompagnamento tra comunità cristiane e Chiese sorelle.

L’impegno prioritario riguarda ora prossimità, accompagnamento e interventi di costruzione di nuove strutture e ricostruzione del tessuto sociale. 

Significativa è stata anche la solidarietà della rete internazionale con più di 60 Caritas estere che stanno contribuendo alla ricostruzione.

Emergenza Nord Africa: l’impegno della Caritas

Ultimo aggiornamento: giovedì 31 marzo 2011

Il precipitare degli avvenimenti in Libia con l’intervento della coalizione internazionale accresce la criticità della situazione e oltre che per la sorte degli sfollati e di quanti fuggono, si teme per l’incolumità e la sicurezza di tanti civili. Accorato è stato l’appello del Santo Padre che, nell’assicurare «commossa vicinanza», ha chiesto «a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull’intera regione nordafricana» e a quanti hanno responsabilità politiche e militari ha chiesto «l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi».

Anche il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha rilanciato l’appello del Papa affinché tacciano le armi e ha invitato alla responsabilità e alla preghiera. Caritas Italiana ha lanciato una raccolta di fondi.
 L’AZIONE DELLA CARITAS
     

A LIVELLO NAZIONALE


Caritas Italiana è in costante contatto con il parroco di Lampedusa, l’arcivescovo e la Caritas diocesana di Agrigento, la Delegazione regionale delle Caritas della Sicilia. In particolare Caritas Italiana ha promosso le seguenti iniziative:

• monitoraggio dell’evolversi della situazione a Lampedusa. È stata subito organizzata una missione in loco per seguire le operazioni di accoglienza e trasferimento dei migranti;

• sostegno ad un progetto di animazione nel centro di primo soccorso e accoglienza sito nel comune di Pozzallo, diocesi di Noto, dove erano ospiti anche alcuni minori, egiziani e tunisini, poi trasferiti in adeguati centri di accoglienza;

• partecipazione insieme all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) a un tavolo tecnico promosso dal Ministero dell’Interno per definire congiuntamente un piano di accoglienza straordinaria;

• disponibilità ad una presenza all’interno del Centro di Mineo per attività di ascolto, tutela, accompagnamento ed orientamento dei migranti ed eventuali richiedenti asilo,in tempi e modi da concordare;

• sostegno alla Caritas di Agrigento che:
1. ha attivato un presidio fisso a Lampedusa volto alla promozione di servizi di orientamento e attività di interpretariato per i cittadini stranieri giunti via mare;
2. distribuisce vestiario e beni di conforto, ha allestito delle docce destinate soprattutto a chi è costretto a vivere all’aperto;
3. in accordo con la Prefettura assicura servizi nella ex base Loran, dove ci sono circa 400 persone: famiglie con minori al di sotto di 14 anni, donne e richiedenti asilo;
4. svolge servizio di accompagnamento e assistenza nella Casa della fraternità, dove sono ospitati circa 100 minori stranieri non accompagnati tra i 14 e i 18 anni;
5. prosegue l’attività di monitoraggio nella zona degli sbarchi, in collegamento con gli altri organismi presenti sull’isola;

• attraverso le Caritas diocesane, un censimento delle strutture potenzialmente disponibili per far fronte all’afflusso straordinario di migranti. Ad oggi sono stati individuati quasi 2.500 posti in 93 diocesi;

• sta infine verificando, su richiesta dell’arcivescovo di Agrigento, S.E. Mons. Francesco Montenegro - che ha lanciato un appello (pdf) e scritto una lettera (pdf) al presidente della Repubblica - la possibilità di inviare altri operatori a Lampedusa per sostenere gli sforzi del parroco e della comunità locale e far fronte al congestionamento dell’isola.

 

 Il direttore della Caritas di Agrigento sottolinea l’eccezionale slancio solidale dei lampedusani (pdf), pur se messi a dura prova dai ripetuti sbarchi.

NEI PAESI DEL NORD AFRICA


La presenza Caritas nella crisi del Nord Africa continua su vari fronti.

• La preoccupazione maggiore è nella Libia stessa. A Tripoli ora è diminuito l’afflusso degli emigrati che richiedevano aiuto, proprio perché molti sono fuggiti. Continua il lavoro della Chiesa locale in favore soprattutto dei migranti grazie soprattutto alle religiose rimaste nel Paese. Purtroppo i viveri cominciano a scarseggiare, come pure la benzina. Si vive – e si aiuta – misurando le scorte. Di notte non si dorme a causa dei bombardamenti. Anche a Bengasi prosegue il lavoro delle suore (14 suore sono italiane e lavorano negli ospedali pubblici e nelle istituzioni per disabili dove erano impegnate anche prima) e degli operatori pastorali, ma restano difficili i contatti e le comunicazioni

 

• Caritas Tunisia sta cercando di potenziare la distribuzione di viveri, medicine e prodotti igienici che finora ha riguardato circa tremila persone, sia tunisini rientrati in patria, che immigrati di altre nazionalità;

• Caritas Tunisia ha installato un posto di accoglienza sul confine, in collaborazione con altre Caritas nazionali e in particolare con il sostegno di operatori di Caritas Libano che parlano arabo. L’afflusso di persone al confine tunisino è al momento diminuito ed è di circa 2000/3500 rifugiati al giorno: vi è una discreta assistenza, anche se resta difficile il trasferimento di alcune migliaia di bengalesi, trecento fra eritrei e somali e altri ancora. Lo staff  Caritas offre un servizio di informazione e aiuto per le pratiche legali per il rimpatrio, cura dei casi più vulnerabili (bambini, ammalati), offre sostegno per la risoluzione dei conflitti che nascono fra i rifugiati stessi;

 

• al confine egiziano la Caritas, in coordinamento con le autorità, è coinvolta nella distribuzione di viveri e di acqua per 2000/2500 persone al giorno;

• è giunto al confine tunisino anche un gruppo di operatori di Caritas Bangladesh per assistere le migliaia di profughi di origine bengalese in attesa di rimpatrio;

• Al confine con il Niger un team Caritas assicura un servizio di prima assistenza (problemi legali per i richiedenti asilo, viveri, accompagnamento ai villaggi di origine) a circa 4500 persone.
Nello specifico, Caritas Italiana:

• ha lanciato un appello per una raccolta di fondi;

• sostiene le attività di assistenza della Chiesa in Libia, in particolare a favore degli immigrati ed è in contatto quotidiano con Mons. Martinelli, Vescovo di Tripoli. Nonostante l’attuale difficoltà nei collegamenti è riuscita a far giungere un primo contributo per aiuti di emergenza;

• resta in costante contatto con le Caritas degli altri Paesi coinvolti in questi eventi;

• partecipa al Policy and Legal Task Team, un gruppo di lavoro internazionale per supportare coloro che operano al confine libico-tunisino e libico-egiziano. Sono membri di questo task team anche la Caritas Svezia, Niger, Libano, Senegal, Sri Lanka, il delegato di Caritas Internationalis presso le Nazioni Unite.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Nord Africa 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

01/04/2011 - Crisi in Costa d’Avorio: l’appello del Papa e l’intervento della Caritas

«Da molto tempo, il mio pensiero si rivolge spesso alle popolazioni della Costa d’Avorio, afflitte da dolorose lotte interne e gravi tensioni sociali e politiche», ha affermato il Papa mercoledì 30 marzo 2011 rivolgendosi ai pellegrini francofoni. Ed ha poi aggiunto che «la drammatica opposizione rende più urgente il ripristino del rispetto e della convivenza pacifica… Con questi sentimenti, ho deciso di inviare in questo nobile Paese il Cardinale Peter Kodwo Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace” al fine di esprimere la mia solidarietà e quella della Chiesa universale alle vittime del conflitto e promuovere la riconciliazione e la pace».

Le violenze coinvolgono anche la Chiesa. Il direttore della Caritas diocesana di Abidjan, padre Richard Kissi, è stato rapito da un gruppo armato e poi fortunatamente rilasciato (lo scorso 31 marzo), mentre l’abbé Norbert Abekan è stato gravemente ferito da colpi d’arma da fuoco mentre rientrava in parrocchia, dopo una trasmissione sulla radio cattolica comunitaria “Radio Espoir”. Ora è fuori pericolo.

LA SITUAZIONE

Dopo 5 anni di stallo politico ed elezioni a lungo rinviate, la crisi della Costa d’Avorio non accenna a diminuire. Il risultato delle elezioni tenutesi il 28 novembre 2010 è ancora conteso tra il presidente uscente Laurent Gbagbo e quello neo-eletto Alassane Ouattara, e ha trascinato il Paese in una grave crisi interna.
Entrambi i partiti reclamano il proprio diritto alla guida del Paese, provocando numerose manifestazioni di protesta soffocate nel sangue e scontri tra le fazioni armate fedeli ai due uomini politici, che da Nord a Sud terrorizzano la popolazione civile, costretta ad abbandonare le proprie case e cercare rifugio in posti sicuri.

Fino ad oggi il conflitto ha già provocato 400.000 sfollati, soprattutto donne e bambini, di cui 100.000 nei Paesi confinanti, principalmente in Liberia e Guinea, e 300.000 interni. Nella zona ovest del Paese sono circa 35.000 gli sfollati, altri 200.000 nel Sud e il restante si trova nelle città all’interno del Paese. Circa 20.000 sfollati sono presso strutture di assistenza presenti nel Sud del Paese, il restante è ospite presso famiglie o non dispone di nessun aiuto.
I cittadini di Mauritania, Burkina Faso, Niger e Mali, residenti in Costa d’Avorio stanno pian piano abbandonando il paese per sfuggire alle violenze.
L’APPELLO DELLA CARITAS

Grande speranza viene riposta nella mediazione dell’Unione Africana. Gli aiuti alimentari e i medicinali non sono sufficienti, come denunciato da Caritas Internationalis, anche a causa dell’embargo che limita duramente il traffico navale del porto di Abidjan e San Pedro. La situazione è particolarmente critica per gli sfollati presenti nell’Ovest del Paese dove non è stata organizzata nessun tipo di assistenza, e dove infatti l’aiuto di Caritas sarà più incisivo.
Caritas Costa d’Avorio e Caritas Internationalis hanno lanciato un appello di emergenza per  circa 23.000 sfollati interni e 3.000 membri delle famiglie che accolgono sfollati nell’Ovest e nel Sud del Paese.
Il progetto, della durata di 3 mesi,  toccherà vari ambiti di intervento e garantirà alla popolazione cibo, medicinali e cure sanitarie di base, accesso all’acqua potabile, protezione per vittime e potenziali vittime di violenze, educazione per i bambini in età scolare e supporto logistico di vario tipo. Particolare attenzione verrà data alle fasce più vulnerabili della popolazione, come bambini non accompagnati, vittime di violenza, donne sole, e malati di Aids.

Caritas Italiana  - che ha collaborato con la Caritas della Costa d’Avorio per molti anni in progetti nell’ambito della formazione, salute mentale, dell’agricoltura, l’approvvigionamento idrico, la piscicoltura, la prevenzione e lacura dell’Hiv/Aids - ha risposto all’appello con un primo stanziamento di 20.000 euro.