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Archivio del mese di Marzo, 2011

TERREMOTO IN GIAPPONE ONDA GIGANTESCA DI TSUNAMI oggi 2011 video dal giappone

Terremoto in Giappone: gli aiuti della Caritas

Come contribuire

S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, ringrazia per i messaggi di solidarietà ricevuti dalle Caritas di ogni continente e sottolinea la necessità di sentirsi uniti e sostenuti sia negli interventi di aiuto che nella preghiera.

Caritas Giappone - molto piccola ma anche molto attiva - e tutta la Chiesa, attraverso le 4 diocesi, le numerose parrocchie, i tanti volontari e lo staff stanno contribuendo in maniera coordinata allo sforzo che a livello nazionale si sta facendo per fornire gli aiuti alla popolazione, in particolare le persone anziane, i disabili e le famiglie con bambini piccoli. Poi si concentrerà, in particolare nelle fasi di riabilitazione e sviluppo, nel medio e lungo periodo, con grande attenzione anche al sostegno psicologico

Nella diocesi di Sendai, che ha subito i danni maggiori, è stato aperto nei giorni scorsi un centro di aiuti per i sopravvissuti. Voluto dai vescovi di Sendai, Niigata, Saitama e da Caritas Giappone, è un riferimento per tutta l’azione della Chiesa giapponese.

Caritas Italiana rinnova la vicinanza a Caritas Giappone e alla popolazione colpita e mette a disposizione un primo contributo di centomila euro. Resta in collegamento anche con la rete internazionale per seguire l’evolversi della situazione e sostenere gli interventi avviati.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Giappone 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Emergenza Nord Africa: l’impegno della Caritas

Ultimo aggiornamento: mercoledì 16 marzo 2011

La rivolta, iniziata in Tunisia, le inquietudini che si sono manifestate praticamente in molti Paesi, dal piccolo Gibuti nel Corno d’Africa fino allo Yemen e perfino all’Arabia Saudita, non si spiegano solo con la povertà, la disoccupazione, la corruzione o la crisi culturale del mondo islamico, elementi pure presenti in varia misura. Ma, associandoci alle parole pronunciate dal presidente della Cei Cardinal Bagnasco, riteniamo che: «Quando un popolo viene oppresso per troppo tempo da un regime che non rispetta i diritti umani, prima o poi scoppia». Si fa dunque concreto il rischio di una catastrofe umanitaria con migliaia di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo che si potrebbero riversare in tutto il Nord Africa e nella sponda nord del Mediterraneo.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, condividendo l’apprensione del Santo Padre Benedetto XVI per le «tensioni che, in questi giorni, si registrano in diversi paesi dell’Africa e dell’Asia», per il 13 marzo, prima domenica di Quaresima, ha invitato tutte le comunità parrocchiali, le comunità religiose, le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali ad un particolare ricordo nella preghiera.
 NEI PAESI DEL NORD AFRICA
      Le Caritas di Tunisia e di Egitto moltiplicano sforzi. Dalla Libia arrivano i ripetuti appelli di S.E. Mons. Giovanni Martinelli, vescovo di Tripoli: «Il popolo libico non si merita altra violenza… La comunità internazionale deve usare tutti i mezzi pacifici per facilitare una transizione senza nuove vittime».

Dall’aeroporto di Tripoli, che rimane aperto, partono continuamente aerei che trasportano lavoratori stranieri nella loro patria di origine (egiziani, nigeriani, sudanesi…).

Vi è l’ammirevole esempio del personale sanitario, in particolare filippino, che ha deciso di restare per aiutare la popolazione.
Questo atteggiamento è condiviso dalle religiose presenti nel Paese, circa 40, tutte impegnate, e da molti anni, come assistenti/infermiere negli ospedali e nelle istituzioni per disabili e per persone anziane. Anche i sacerdoti sono tutti rimasti sul posto.
A Bengasi continua l’assistenza ai rifugiati eritrei, come pure di altre nazionalità; ora sono circa 2.500, a cui si stanno aggiungendo etiopi e somali. Sono ancora attivi a Sebha, nel sud, in pieno deserto libico, cinque posti di accoglienza per gli africani in transito. La situazione in Libia resta molto preoccupante, mentre è in corso la controffensiva governativa.

 A LIVELLO INTERNAZIONALE

Caritas Italiana segue in particolare l’evolversi della situazione in Libia per facilitare appena possibile i primi interventi su entrambe le sponde del Mediterraneo. Resta in costante contatto con le Caritas dei Paesi coinvolti in questi eventi. È anche in stretto collegamento con Caritas Internationalis, che ha organizzato:
due missioni, rispettivamente al confine libico-tunisino e a quello libico egiziano, per verificare la situazione dei profughi affluiti in numeri consistenti negli ultimi 10 giorni.
- il Policy and Legal Task Team, un gruppo di lavoro internazionale per supportare coloro che operano sul campo. Tra i membri c’è anche Caritas Italiana.

 A LIVELLO NAZIONALE

I recenti nuovi sbarchi hanno portato il numero dei migranti sull’isola a quasi 3.000 presenze.
Si tratta evidentemente di una situazione difficile per l’accoglienza sull’isola, anche perché i trasferimenti procedono a rilento.
La Questura ha chiesto alla parrocchia di Lampedusa di mettere a disposizione nuovamente la Casa della Fraternità, poiché il centro di contrada Imbriacola è sovraffollato. Dunque al momento nella Casa della Fraternità ci sono circa 200 ospiti sistemati in modo precario e controllati dai carabinieri.

La Caritas di Agrigento, con il sostegno di Caritas Italiana, da lunedì 21 marzo garantirà un presidio fisso a Lampedusa con un’operatrice che si dividerà tra il centro di prima accoglienza e la popolazione dell’isola in un’opera di mediazione che appare sempre più necessaria anche a seguito dell’acuirsi dei malumori da parte dei lampedusani.

Circa la questione accoglienza dei nuovi arrivati rimane ferma la situazione di Mineo nel senso che ancora non si è proceduto a trasferire nessuno dai Cara governativi. Anzi, al momento, stanno avvenendo i trasferimenti da Lampedusa direttamente verso i Cara, come nel caso di Crotone.

Peraltro questa situazione induce molti dei nuovi ospiti degli stessi Cara a lasciare nottetempo i centri per dirigersi verso il confine francese, dove però le autorità transalpine li intercettano e li rispediscono verso l’Italia.

Infine il 14 marzo è giunto a Crotone un altro gruppo di eritrei evacuati dalla Libia grazie alla collaborazione fra la Chiesa libica e il governo italiano che ha proceduto materialmente al trasferimento. Anche in questo caso si tratta soprattutto di nuclei familiari.
 A LIVELLO LOCALE

Caritas Italiana ha terminato il censimento delle strutture che le Caritas diocesane hanno messo a disposizione per far fronte ad un eventuale afflusso straordinario di migranti. Ad oggi sono stati individuati poco più di 2.400 posti in 93 diocesi. Il loro effettivo utilizzo dovrà essere concordato nei modi e nei tempi con il Ministero dell’Interno.

Caritas Italiana e le Caritas diocesane, mentre auspicano che tutti gli strumenti diplomatici vengano messi in atto perché il massacro si fermi, e possano affermarsi governi democratici capaci di venire incontro alle legittime aspirazioni delle popolazioni locali di libertà e rispetto dei diritti, si preparano ad affrontare un’emergenza che l’Europa dovrà condividere. Nella consapevolezza che – unendo le forze e condividendo l’esperienza maturata in questi anni – saranno poi chiamate ad un successivo, impegnativo lavoro di ricostruzione che si dovrà affrontare in tutto il Nord Africa.

Su “Elenco Sì” una pagina dedicata a Caritas Italiana

versione testuale

“Elenco Sì” è il nome degli elenchi telefonici editati da Pagine Sì! Spa.

Sono presenti in 18 regioni italiane, 63 province, e distribuiti gratuitamente in 6 milioni di copie.

Pagine Sì! Spa intende ricordare il 40° anniversario dell’organismo pastorale Caritas Italiana.

Gli elenchi telefonici “Elenco Sì” dedicheranno un’intera pagina alla Caritas Italiana, con un invito a rivolgersi alla propria Caritas diocesana per conoscere, sostenere le attività e impegnarsi nel volontariato.

Il primo elenco con la suddetta pagina sarà quello distribuito nella provincia di Padova. Verrà presentato venerdì 25 marzo 2011 alle ore 11.00 a Padova, presso il Comune.
Appena sarà disponibile, pubblicheremo in questa sezione il calendario delle uscite degli elenchi delle altre province.

Terremoto in Giappone: gli aiuti della Caritas

Come contribuire

S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, ringrazia per i messaggi di solidarietà ricevuti dalle Caritas di ogni continente e sottolinea la necessità di sentirsi uniti e sostenuti sia negli interventi di aiuto che nella preghiera.

Caritas Giappone, pur essendo molto piccola, si è prontamente attivata.
Sono quattro le diocesi più colpite: Sendai, che ha subito i danni maggiori, Sapporo, Saitama e Tokyo.
A Tokyo, alcune parrocchie fanno accoglienza e forniscono cibo alle persone rimaste bloccate a causa dell’interruzione dei trasporti.
Nella diocesi di Saitama si stanno raccogliendo le disponibilità dei volontari da inviare poi nelle zone più colpite.
Caritas Giappone ha lanciato una campagna di solidarietà e domenica 13 marzo in tutte le chiese del paese è stata una giornata di preghiera e di raccolta fondi per le vittime del terremoto.

È stato attivato un team di emergenza per monitorare la situazione nelle diverse zone colpite. Il direttore di Caritas Giappone, padre Daisuke Narui, ha confermato che è in atto una mobilitazione generale, anche di volontari, e in collegamento con Ong locali.

L’attenzione prioritaria è alle fasce più deboli della popolazione e include anche azioni di sostegno psicologico. La Caritas si impegna inoltre a concentrarsi in particolare sulla fase della riabilitazione.

Caritas Italiana rinnova la vicinanza a Caritas Giappone e alla popolazione colpita e mette a disposizione un primo contributo di centomila euro. Resta in collegamento anche con la rete internazionale per seguire l’evolversi della situazione e sostenere gli interventi avviati.


Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Giappone 2011″.

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
    tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Comunicati stampa 2011

I comunicati sono in formato pdf


CS 07 » 11/03/2011
Terremoto in Giappone: allerta tsunami
In tutto il Pacifico si teme l’arrivo di onde anomale. La Caritas si è attivata

CS 06 » 09/03/2011
Servizio civile: quale futuro?
Il 12 marzo a Roma l’ottavo incontro nazionale dei giovani in servizio civile promosso dagli enti del tavolo ecclesiale

CS 05 » 22/02/2011

Abruzzo: nuova scuola a Fossa

Sabato 26 febbraio 2011 Caritas Italiana inaugura a Fossa (AQ) una scuola primaria e per l’infanzia

 

CS 04 » 18/02/2011

Caritas Italiana: superare l’indifferenza

Riuniti a Roma Presidenza e Consiglio nazionale. Condivise le principali piste di lavoro nell’anno del 40° della fondazione di Caritas Italiana

CS congiunto » 02/02/2011

Presentazione dell’audiolibro su testi di Luigi Di Liegro

Roma, lunedì 14 febbraio 2011 alle ore 11

CS 03 » 21/01/2011

Brasile: si contano i danni

Prosegue l’impegno della Caritas dopo le inondazioni

CS 02 » 14/01/2011

Brasile: vaste aree sommerse da acqua e fango

Le inondazioni seminano morte e distruzione. L’intervento della Caritas

CS 01 » 03/01/2011

Haiti un anno dopo: la speranza che non muore

L’impegno di Caritas Italiana a un anno dal sisma che ha devastato Haiti

San Massimiliano - VIII Incontro nazionale dei giovani in servizio civile

Roma, 12 marzo 2011

Promosso dal Tavolo ecclesiale sul servizio civile

Domus Pacis Torre Rossa Park Hotel, Via di Torre Rossa 94

Si svolge a Roma, nella tradizionale data del 12 marzo che ricorda San Massimiliano, martire per obiezione di coscienza, l’ottavo Incontro nazionale dei giovani in servizio civile degli enti di ispirazione cristiana, riuniti nel Tavolo ecclesiale sul servizio civile. Saranno due i temi principali che caratterizzeranno l’edizione di quest’anno: l’educazione dei giovani alla pace e al servizio, all’inizio del decennio che la Chiesa Italiana dedica al tema dell’educare, e i 10 anni del nuovo servizio civile nazionale, istituito con la legge n. 64 del 6 marzo 2001.
Programma

  

09.00 Accoglienza

10.00 Saluti e introduzione alla giornata

10.15 Video (a cura di TV2000)

10.30 Relazione “La Chiesa italiana e l’educazione dei giovani alla pace e al servizio”
- S.E. mons. Mariano CROCIATA, Segretario generale Conferenza Episcopale Italiana

11.00 Tavola rotonda “30+10 anni di difesa della patria”
Intervengono:
- Maurizio AMBROSINI, Università Statale Milano
- Domenico RICCA, SCS/CNOS
- Andrea OLIVERO, Forum Nazionale del Terzo Settore
- Carlo Di CICCO, L’Osservatore Romano
Modera:
- Alberto CHIARA, Famiglia Cristiana

13.00 Pranzo

14.30 I giovani in servizio civile in Italia e all’estero si raccontano con testimonianze e collegamenti video
- conduce: Maurizio DI SCHINO, TV2000

16.00 Santa Messa - Celebra: S.E. mons. Giuseppe MERISI, Presidente di Caritas Italiana

17.00 Conclusione